Salerno – Domenica scorsa si è svolta la VII edizione della Festa dei Popoli di Salerno. La manifestazione, promossa dall’Arcidiocesi di Salerno in collaborazione con i Missionari Saveriani, si è svolta nella centralissima Piazza della Concordia alla presenza di tutti i rappresentanti delle comunità straniere presenti nel territorio salernitano. “Popoli in esposizione – Tutti nello stesso piatto”: quest’anno il tema della festa è il cibo, espressione della cultura di un popolo così come lo sono l’arte, la letteratura, la lingua, la religione ed i valori fondanti della società. L’obiettivo dell’evento, infatti, è quello di costruire uno spazio dove, attraverso la scoperta di alcuni piatti tipici delle varie comunità straniere, sia possibile prendere coscienza come il cibo, i suoi ingredienti e la sua preparazione rappresentino i diversi modi di creare relazioni, di stare insieme e fare festa, di accogliere l’ospite e lo straniero, di essere famiglia e società. Si è dato la possibilità di conoscere cibi differenti, non per sottolineare ciò che separa le varie culture, ma per accogliere il contributo che ognuna è in grado di apportare alla grande famiglia umana. L’esposizione dei piatti tipici è stata preceduta, come ogni anno, da un pomeriggio di canti, danze e musiche a cura delle comunità straniere. Inoltre, si è assistito anche all’esibizione di gruppi musicali giovanili. Non solo ma si è tenuto un convegno giovedì 11 giugno nella Sala del Gonfalone del Palazzo di Città, che ha avuto come titolo “Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro”. Il tema voleva richiamare la responsabilità di ciascuno, singoli ed istituzioni, affinché con le proprie scelte responsabili vengano rimosse le cause della fame e della disuguaglianza tra i popoli. Tra i relatori Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica – Rete Banca Etica, aderente alla campagna internazionale da cui il convegno prende il titolo. Baranes è autore di diversi libri sui temi della finanza e dell’economia, e nel libro “Il grande gioco della fame” (Altreconomia) ha analizzato e descritto i meccanismi che hanno trasformato il cibo in un prodotto della finanza speculativa, a danno della sicurezza alimentare dei popoli, soprattutto dei più poveri. Al convegno presente anche un rappresentante della cooperativa sociale Barikamà, che in lingua Bambarà significa “Resistente”, un progetto di inserimento sociale attraverso la produzione e vendita di yogurt ed ortaggi biologici. Il progetto è attualmente gestito da ragazzi africani che vivono a Roma, alcuni dei quali hanno partecipato alle rivolte di Rosarno del Gennaio 2010 contro il razzismo e lo sfruttamento dei braccianti agricoli.



