Migrantes e enciclica: la responsabilità della cura dei rifugiati ambientali

Roma – L’Enciclica  Laudato si’ di papa Francesco sulla cura della casa comune “non trascura di  sottolineare come i cambiamenti climatici siano destinati ad avere sempre più ripercussioni nel contesto delle migrazioni, costringendo singoli, nuclei ma anche intere popolazioni a lasciare i luoghi di origine, alla ricerca di spazi più idonei per vivere”. Lo afferma oggi mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, a commento dell’enciclica di Papa Francesco e presentata ufficialmente questa mattina nell’Aula Paolo VI in Vaticano. “È tragico l’aumento dei migranti  – ricorda Papa Francesco nell’enciclica – che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo”. “Oggi i profughi ambientali sono 22 milioni, 3 volte i profughi di guerra, – conclude Mons. Perego – e il loro diritto a una protezione internazionale rischia  il più delle volte di non essere riconosciuto nei diversi Paesi”.