Torino – Una famiglia Rom di sei componenti e cinque persone di origine straniera hanno pranzato con papa Francesco domenica 21 giugno in via Arcivescovado a Torino. Rose, Luiz, Maria Elena, Rodrigo, Gherghis e le tre generazioni della famiglia di Sergiu. Hanno avuto tutti l’occasione di presentarsi e di raccontare chi sono. Come Gherghis, donna 75enne eritrea, da 40 anni in Italia, o Luiz, educatore e mediatore di origini brasiliane che alla domanda di Papa Francesco “Tra Maradona e Pelé chi sceglieresti?”, Luiz ha risposto senza titubanze “Pelé”. “Ero sicuro che avresti risposto così”, ha replicato il Papa. Rose ha portato con sé la Bibbia che papa Francesco ha autografato. “Nasconderò la mia Bibbia per essere certa di non perderla”, ha commentato Rose dopo il pranzo.
L’Ufficio Migrantes della Diocesi di Torino ha anche organizzato l’incontro di un gruppo di rifugiati per il giorno 22 giugno. Ad aspettare papa Francesco c’erano 22 persone dalle origini diverse che hanno consegnato al Papa una lettera, in cui esprimevano la loro riconoscenza per le parole e l’affetto spesi per la loro causa. “Le sue parole sono per noi ossigeno”, hanno scritto. Erano tutti molto emozionati e a ognuno di loro il Santo Padre ha dato modo di presentarsi. “La preghiamo di continuare a stare al nostro fianco e a lottare per la difesa dei diritti delle persone. Qui e nel resto del mondo”.
L’Ufficio Migrantes della Diocesi di Torino ha anche organizzato l’incontro di un gruppo di rifugiati per il giorno 22 giugno. Ad aspettare papa Francesco c’erano 22 persone dalle origini diverse che hanno consegnato al Papa una lettera, in cui esprimevano la loro riconoscenza per le parole e l’affetto spesi per la loro causa. “Le sue parole sono per noi ossigeno”, hanno scritto. Erano tutti molto emozionati e a ognuno di loro il Santo Padre ha dato modo di presentarsi. “La preghiamo di continuare a stare al nostro fianco e a lottare per la difesa dei diritti delle persone. Qui e nel resto del mondo”.



