Padre Bentoglio: circa 20 milioni i rifugiati nel mondo e oltre 38milioni gli sfollati interni

Roma – La Chiesa mette “sempre in evidenza il fatto che nessuna persona può essere trattata come un oggetto di sfruttamento e di manipolazione. Ogni essere umano merita rispetto, a prescindere dalla sua origine e dalle sue condizioni di vita”. Ad affermarlo questa mattina è stato padre Gabriele Bentoglio, sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, intervenuto al corso di “linee di pastorale migratoria” promosso dalla Fondazione Migrantes. Per il religioso al fine di costruire un ordine sociale giusto e solidale, senza barriere o confini, “bisognerebbe fare ogni sforzo per eliminare qualsiasi impedimento allo sviluppo integrale della persona e per tutelare la sua dignità”.
Padre Bentoglio ha poi evidenziato alcuni dati. Nel mondo oggi ci sono 19,5milioni di rifugiati, 38,2 milioni di sfollati all’interno del proprio Paese. Il dato più allarmante  e che “oltre la metà dei rifugiati a livello mondiale è costituita da bambini”, ha sottolineato aggiungendo che nel vasto fenomeno della mobilità si contano oggi anche circa un milione e duecentomila marittimi, che trasportano via mare il 90% delle merci che circolano sul pianeta, mentre si stima che nella pesca, a livello industriale e artigianale, lavorino circa 36 milioni di persone.  E poi il mondo complesso degli zingari, che sono circa 36 milioni sparsi ovunque, in Europa, nelle Americhe e in alcuni Paesi dell’Asia. Il rappresentate del Pontificio Consiglio ha poi sottolineato un “dato atroce in costante crescita” rappresentato dal traffico di donne, uomini e bambini, presente in quasi tutti i Paesi del mondo, coinvolti in quanto terre di origine, di transito o di destinazione delle vittime. Si calcola – ha detto –  che attualmente sia la terza fonte di reddito per la criminalità organizzata, dopo la droga e le armi. E se i trafficanti sono per lo più maschi adulti, cittadini del Paese in cui operano, le vittime sono invece per la gran parte di sesso femminile: circa il 60 per cento delle vittime adulte sono donne; su 3 vittime minorenni, 2 sono bambine; il 75 per cento delle vittime complessive, tra minorenni e maggiorenni, sono donne e bambine”.
Padre Bentoglio ha quindi parlando dell’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii Gaudium” che “riprende i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, ma Papa Francesco vi aggiunge un tratto specifico, cioè una sorta di sguardo paterno/materno sui più vulnerabili, come fa il pastore con la sua pecora smarrita o come il samaritano nei confronti del viandante ferito e abbandonato sul ciglio della strada tra Gerusalemme e Gerico”. Gli operatori pastorali nel campo delle migrazioni, sono “sempre più interpellati a coniugare l’impegno dell’evangelizzazione con i doveri della promozione umana. In effetti, il fenomeno migratorio, a cui spesso le istituzioni stanno assistendo con incapacità di gestione, continua a denunciare lo squilibrio fra le diverse aree del mondo, dove la disparità di accesso alle risorse rende i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Il diritto di emigrare, che dovrebbe essere garantito a tutti – ha spiegato il religioso – corrisponde al diritto a restare, per costruire in patria un futuro migliore per i singoli e per le collettività. Entrambi, in ogni caso, devono essere subordinati ad un concetto più ampio di cittadinanza, dove non vi siano confini per un mondo che tutti devono sentire come patria universale, come luogo di passaggio e anticipazione della patria definitiva ed eterna”. (Raffaele Iaria)