Torino – “Il fenomeno dell‘immigrazione e dei rifugiati va affrontato a partire dal rispetto dovuto ad ogni persona, della sua dignità e delle sue esigenze di giustizia e comunque sempre nel modo più umano e cristiano possibile, senza riserve, con spirito aperto e impegno di tutti”. A ribadirlo è stato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino sottolineando che “ormai troppi sono gli immigrati e rifugiati morti nel canale di Sicilia; tragedie annunciate e prevedibili se non si ricorrerà a trovare mezzi, norme e spirito unitario dell’Europa ma anche del nostro popolo che è il più coinvolto”. “Il Papa – ha aggiunto mons. Nosiglia – ci ha caldamente esortato a non cedere mai a quella cultura dello scarto che emargina o ignora o addirittura rifiuta di prendere in considerazione le condizioni di vita di chi è in difficoltà, di chi chiede di essere salvaguardato nella sua dignità di persona e nei diritti di cui gode ogni altro cittadino”. Mons. Nosiglia ha quindi invitato a fare squadra “nel senso che da sola una realtà pure volenterosa non riesce ad affrontare con efficacia tutte i problemi connessi a questa situazione: occorre collegarsi e lavorare in rete per costituire un insieme di forze che sappiano aiutarsi a svolgere concretamente ed efficacemente il lavoro, coinvolgendo anche gli stessi soggetti destinatari di servizi e di sussidi”.



