Migranti: al via il recupero dei 700 morti del peschereccio naufragato in aprile

Palermo – Era affondato con a bordo almeno 700 migranti: ma solo le operazioni di recupero consentiranno di restituire l’entità reale di una tragedia che potrebbe toccare le 900 vittime. Da qualche giorno sono iniziate le operazioni di recupero del peschereccio colato a picco il 18 aprile scorso al largo delle coste della Libia. I superstiti furono solo 28. Se ne occupa la Marina Militare, su indicazione della Presidenza del Consiglio, che per recuperare “i corpi adagiati a circa 370 metri”, spiega una nota, utilizzerà “veicoli a comando remoto in dotazione al Gruppo Operativo Subacquei in grado di intervenire a quote profonde”. Il relitto è stato individuato a 85 miglia a nordest delle coste libiche. La Marina opererà con tre unità navali: il cacciamine Gaeta, la nave da ricerca costiera Leonardo e la Gorgona, che fungerà da supporto. Intanto sono stati 1.500 i migranti soccorsi ieri nel Canale di Sicilia, nel corso di sei operazioni coordinate dalla Guardia Costiera. Alle attività hanno partecipato navi italiane, una irlandese, una svedese e la nave Phoenix della onlus Moas. Altre 2.900 persone erano state tratte in salvo nella giornata di domenica al largo delle coste libiche.