La nuova vita di Marie

Palermo – Scopre di avere una grave malattia polmonare nei primi mesi di gravidanza, ma decide di portare avanti la gestazione, “perché ho fiducia in Dio”, sussurra in uno dei dialetti della Costa d’Avorio, mentre si prepara a incontrare per la prima volta la sua bambina.

La storia di Marie (nome di fantasia, perché rifugiata in Italia per ragioni umanitarie) è di quelle a lieto fine, resa possibile dal lavoro integrato di medici, assistenti sociali, mediatori culturali e volontari. È stata vissuta con partecipazione emotiva e gioia tra le accoglienti mura di un centro di eccellenza della sanità siciliana come l’Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione) di Palermo. Per la prima volta in Italia, è stato utilizzato l’Ecmo (una macchina cuore-polmone extracorporea) con un approccio preventivo per consentire a una donna affetta da una gravissima forma di ipertensione polmonare di dare alla luce la sua bambina.

A Marie, 31 anni, della Costa d’Avorio, in Italia da cinque anni, è stata diagnosticata un’ipertensione polmonare severa all’inizio della gravidanza. All’Ismett è stata informata dei rischi a cui andava incontro. Questa patologia rara ha un rischio di mortalità materna durante il parto superiore al 60 per cento. Ma Marie ha scelto di portare comunque avanti la gravidanza. Quell’appartamento al quinto piano senza ascensore, però, non era per niente adatto alle sue condizioni. Così, una rete di solidarietà ha fatto sì che per tutto il periodo della gravidanza, la donna

sia stata ospite dall’associazione Casa dei Giovani di Bagheria, nel contesto del progetto Maddalena della diocesi di Palermo, che ha già provveduto a donare il corredino e il necessario per il ritorno a casa di mamma e bimba.

Per tutta la gestazione la donna è stata seguita dal team pneumo-cardiologico di Ismett, coordinato da Patrizio Vitulo, col supporto degli assistenti sociali e degli psicologi dell’istituto. Il parto è avvenuto lo scorso 18 giugno alla trentatreesima settimana di gravidanza ed è stato possibile solo grazie all’utilizzo dell’Ecmo (Extracorporeal membrane oxygenation) veno-arterioso. “In questo caso, per la prima volta in Italia, la macchina cuore-polmone è stata impiantata da un team di cardiochirurghi e anestesisti rianimatori appena prima del parto cesareo, quando la paziente era ancora sveglia”, spiega il vicedirettore dell’Ismett, Angelo Luca. Il parto è stato eseguito in una sala operatoria di Ismett dai ginecologi dell’Ospedale Civico.

La complessa procedura ha visto coinvolti sei team di specialisti. “Ringrazio tutti per la loro disponibilità, adesso comincia una nuova vita – dice Marie –. Spero solo che il mio compagno possa avere un lavoro stabile per potere prendersi cura di me e della piccola”. (Alessandra Turrisi)