Mons. Perego: ripensare l’accoglienza

Roma – In una intervista, pubblicata ieri dal quotidiano “Avvenire” mons.  Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, parla delle  proteste e dei i disordini provocate in Italia dall’arrivo di alcuni profughi che riflettono il disagio che suscita lo straniero.

Stiamo parlando – dice – di poche persone: “ non parliamo di un’invasione, non sono certo numeri consistenti. Da un lato non è stato gestito con attenzione lo spostamento su questi territori dei profughi, dall’altra qualcuno ha soffiato sul fuoco, trasformando il loro arrivo in un motivo di contrapposizione e instabilità sociale. Quelle proteste  – spiega – sono state il frutto di un’irresponsabilità sul piano politico e sociale da parte di gruppi e di forze politiche che hanno strumentalizzato l’arrivo dei richiedenti asilo”.

Per il direttore Migrantes l’accoglienza “va ripensata attraverso un sistema strutturale che veda nei Comuni, tutti e 8mila, i soggetti che direttamente gestiscono il richiedente asilo. Un Paese di 60 milioni di persone che può ospitare 45 milioni di turisti all’anno non può essere messo in ginocchio di fronte a 75mila profughi: se ogni famiglia prendesse in carico un richiedente asilo, si eviterebbe che l’arrivo di un gruppo di giovani profughi si trasformi in un’occasione nuova di conflittualità sociale”.