Napoli – Una lettera aperta all’assessore al welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta: l’ha scritta il gesuita, padre Domenico Pizzuti, che fa parte del Comitato campano con i rom, “per esprimere alcune perplessità in merito alla comunicazione sulle politiche per l’inclusione dei rom a Napoli”. In primo luogo, denuncia il religioso, “in seguito ad un’ultima convocazione delle associazioni pro-rom del 29 aprile scorso in merito alla costituzione di una consulta di rom e sullo stato di attuazione del progetto di sistemazione abitativa per le famiglie rom di via Cupa Perillo da rendicontare agli organismi europei entro la fine del corrente anno, è calata una densa e incomprensibile cortina di silenzio e interruzione di comunicazione”.
“A una mia richiesta via email del 24 giugno di convocazione delle associazioni per comunicazioni sulle politiche pro-rom in corso di attuazione – aggiunge nella lettera diffusa dal Sir -, non è stata data alcuna risposta”. Eppure, “esistono nel mondo associativo esperienze e competenze che possono essere utili a chi ha il compito di elaborare e attuare le politiche per il riconoscimento dei diritti delle popolazioni rom, in gran parte ancora residenti nell’area napoletana in campi poco vivibili”. Padre Pizzuti chiede che “si riprenda il flusso d’informazione e comunicazione, per una più efficace partecipazione civica”. In secondo luogo, “è chiaro – anche per alcune direttive degli organismi europei e ribadite recentemente dallo stesso ministero dell’Interno – che meta e compito da perseguire a livello locale sono il superamento della sistemazione dei rom in campi con una pluralità di offerte abitative da costruire nel breve e medio periodo”. Perciò, “se esiste una programmazione comunale in tal senso è bene che venga esplicitata, senza timori di critiche, e può essere opportuno a tale scopo costituire una cabina di regia con partecipazione di rom, esperti e rappresentanti di associazioni pro-rom”. Padre Pizzuti ricorda anche che “a distanza di pochi giorni, tra il 5 e il 9 luglio, la polizia municipale in via Pacioli e a Pianura ha proceduto a due sgomberi di campi per condizioni di degrado abitativo e di rischi igienico-sanitario, offrendo la possibilità di ricovero nella struttura della ex-scuola Deledda. Non sembra che tali interventi siano l’effetto di una programmazione nel tempo degli sgomberi”. “Senza fare la predica a nessuno – conclude -, è interesse di tutti un maggiore coinvolgimento di associazioni, organizzazioni, comunità e cittadini, anche attraverso l’informazione e la comunicazione, nell’attuazione per motivi di civiltà dell’inclusione dei rom che da decenni convivono sul nostro territorio”.



