Duemila vite inghiottite dal mare

Milano – Vita dopo vita, naufragio dopo naufragio. Hanno superato la soglia dei duemila i migranti morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. In tutto il 2014 erano stati 1.607.

A marcare il triste conteggio è l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. La tragedia che ha fatto scattare la soglia è avvenuta settimana scorsa, quando 19 persone hanno perso la vita nel Canale di Sicilia. Di queste, 14 sono morte per colpi di calore e sete su un gommone il cui motore si era surriscaldato. Per raffreddarlo era stata usata acqua potabile. I corpi sono stati portati a Messina dalla nave militare irlandese Le Niamh. Le vittime facevano parte di un gruppo più ampio di 456 persone soccorse in mare. La cifra non solo non contempla i fatti di cronaca ancora più recenti (come il migrante morto asfissiato lunedì su un traghetto tra Marocco e Spagna) ma calcola i morti accertati. Va quindi letta in difetto.

“È inaccettabile che nel XXI secolo le persone in fuga da conflitti, persecuzioni, miseria e degrado ambientale debbano patire tali terribili esperienze nei loro Paesi, per non dire quello che sopportano durante il viaggio e poi morire alle porte dell’Europa”, ha detto il Direttore generale dell’OIM William Lacy Swing. Ma la paura dei rischi del viaggio è inferiore alla certezza delle sofferenze che da gennaio ha spinto quasi 200mila persone a imbarcarsi per l’Europa. “Sono stati 188mila circa i migranti salvati finora nel Mediterraneo” ricorda l’Oim e osserva: “L’Italia e la Grecia hanno sperimentato quest’anno un afflusso simile di migranti: rispettivamente circa 97mila e 90.500. Ma i tassi di mortalità sono molto diversi: 1.930 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Italia, ma solo 60 sono morti nel tentativo di raggiungere la Grecia”. Ad aumentare “significativamente la probabilità delle tragedie in mare” l’uso di “carrette del mare utilizzate da contrabbandieri e trafficanti”.

E su carrette del mare viaggiavano gran parte delle oltre millecento persone portate in salvo ieri nei porti italiani. Sulle banchine di Crotone il rimorchiatore d’altura norvegese Siem Pilot St Avangar ha sbarcato 395 persone: tra queste c’erano ben 150 minori – un numero particolarmente alto, specie in proporzione al totale dei migranti – dei quali tanti erano bambini e alcuni neonati. Le donne erano 24, di cui due incinte. A Vibo Valentia è attraccata una nave della marina militare svedese con a bordo 427 migranti (83 donne e 8 minori accompagnati). Sul molo Marconi del porto di Messina sono invece sbarcati 305 migranti, salvati dalla Guardia Costiera.

Diversi gli arresti tra gli scafisti. Un siriano di 32 anni e un albanese di 37 sono stati fermati con l’accusa di essere al comando dello yacht con a bordo 86 migranti intercettato al largo delle coste crotonesi tra domenica e lunedì. Un marocchino e un tunisino sarebbero invece gli scafisti degli oltre cinquecento migranti soccorsi dalla nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere, arrivati lunedì a Palermo. Secondo le testimonianze, molti tra i naufraghi appartengono a tribù sterminate nei paesi di origine da etnie rivali. (Alessandro Beltrami – Avvenire)