Vescovi inglesi: riconoscere la disperazione di chi cerca asilo

Londra – In una lettera al Telegraph, il vescovo responsabile della Conferenza episcopale inglese per i migranti, monsignor Patrick Lynch, interviene sulla situazione dei migranti a Calais e invita i leader politici di Francia e Inghilterra a riconoscere “la disperazione di chi cerca asilo” e a mettere in atto, soprattutto in Francia, “procedure più efficienti per valutare in modo equo e rapido i richiedenti asilo”. “Mi ha rincuorato – scrive il vescovo – leggere l’impegno congiunto di Theresa May, il ministro degli Interni, e di Bernard Cazeneuve, il suo omologo francese, per fornire una protezione a chi fugge da un conflitto e perseguire invece i criminali spietati che incoraggiano così tante persone a intraprendere un viaggio pericoloso. Dobbiamo rispondere alla situazione a Calais riconoscendo la disperazione di coloro che chiedono asilo, e contribuendo a mettere in atto (soprattutto in Francia) procedure più efficienti per valutare in modo equo e rapido i richiedenti asilo. Dobbiamo lavorare con la Francia per migliorare le misure di sicurezza, e sostenere chi (come in Italia, Grecia, Spagna e Malta) è impegnato in missioni di soccorso per le migliaia di migranti che attraversano il Mediterraneo”.

“A livello globale – prosegue il vescovo inglese – vorrei incoraggiare il nostro governo a lavorare a stretto contatto con gli altri governi, agenzie umanitarie e comunità di fede dei Paesi da cui provengono i migranti e dei Paesi che li accolgono. Le cause di questa migrazione di massa sono complesse – conflitti armati, guerre civili, l’ascesa di Isis, il fallimento di alcuni Stati e la loro incapacità a funzionare adeguatamente, la depressione sociale e la povertà. Tutti questi fattori acuiscono la disperazione. Le Chiese e le comunità di fede in alcuni di questi Paesi agiscono unicamente per offrire assistenza a coloro che fuggono dal conflitto, ma anche per aiutare le persone, soprattutto i più vulnerabili, a non cadere nelle false promesse dei trafficanti degli esseri umani”.