Roma – Sono molti i giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), di questa settmana che dedicano ampio spazio al tema migratorio e agli arrivi di profughi e richiedenti asilo nel nostro Paese.
Il vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, sul settimanale diocesano L’Azione, ritorna sul problema dell’accoglienza dei profughi, che ha suscitato tante polemiche: “Di fronte alle molte reazioni di rifiuto, mi sono chiesto: ‘Ma siamo diventati proprio così, noi trevigiani: duri, egoisti e inospitali?’”. E ancora: “Abbiamo perso queste qualità umane e cristiane? Penso di no”, ma “di fronte al tremendo fatto dell’immigrazione siamo stati sopraffatti soprattutto dalla paura, anche a causa di chi ha speculato sul fenomeno. Abbiamo avuto paura di perdere la tranquillità e la sicurezza che nascono dal fatto di condividere le stesse modalità e abitudini di vita. Accogliere gente diversa richiede sempre uno sforzo notevole, tuttavia dobbiamo farlo quando si tratta di persone che cercano ciò che ogni uomo e donna ha diritto di avere: sicurezza di vita, libertà, beni sufficienti per vivere. Rifiutare di fare questo sforzo vuol dire perdere le nostre belle qualità di veneti, sempre molto accoglienti e solidali e, se si è cristiani, entrare in contraddizione con la propria fede”.
Si occupa del messaggio dei vescovi di Treviso e Vittorio Veneto anche Lucio Bonomo, direttore della Vita del Popolo (Treviso): “Come era prevedibile il messaggio dei vescovi di Treviso e Vittorio Veneto sul problema dell’accoglienza dei profughi nel nostro territorio ha suscitato consensi, ma anche critiche, con i soliti luoghi comuni e considerazioni, alcune di bassa lega, degne di certi discorsi che più si addicono alle piazze e alle osterie che ad un civile confronto. I vescovi non hanno inteso né pronunciare ‘scomuniche’ né provocare ‘scontri’ con i sindaci (come hanno titolato alcuni quotidiani); la loro lettera mirava soprattutto a porre degli interrogativi ai cristiani, e anche a chiunque consideri la dignità di ogni essere umano e il valore della solidarietà non princìpi superflui o parole vuote”. Per Martino Cervo, direttore del Cittadino (Monza-Brianza), “la gestione dei flussi migratori è uno dei fattori che renderanno l’estate di Monza e della Brianza un crogiuolo di settimane complesse”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) interviene sul binomio sport e accoglienza: “Occorre allora impegnarsi per recuperare il senso autentico di parole come ‘accoglienza’, e se questo momento di scossa dell’opinione pubblica porterà ad un confronto sincero e proficuo volto a ricostruire ambienti sportivi che siano realmente educativi arrivando, perché no, a pensare un progetto pedagogico unitario che veda coinvolti tutti gli attori del territorio, non solo i cittadini residenti per nascita, ma anche quelli che la mancanza di un futuro nel loro Paese ha portato ad incontrare la nostra città, allora la speranza che questi ragazzi costruiscono non rimarrà solo un gioco”.



