Catania: per Sant’Agata campane mute per lutto per i migranti morti

Catania – “Catania, come comunità civile ed ecclesiale, ancora una volta si mostra accogliente: le istituzioni pubbliche e tante persone singole, come pure le forze del volontariato, rappresentano e offrono il volto bello di una città che accoglie le persone che approdano da noi dopo prove pesanti; di una città che onora chi ha perso la vita in queste tragiche condizioni”. Sono le parole dell’Arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina pronunciate nella Basilica Cattedrale ieri per le celebrazioni estive della Patrona Sant’Agata, nel giorno dell’arrivo di 312 migranti superstiti di un naufragio e di 49 di loro “morti di speranza”.

“La soluzione non può essere trovata dai singoli – continua mons. Gristina – ma è necessario un impegno a cerchi concentrici, che coinvolga gruppi sempre più numerosi a livello nazionale, europeo e mondiale”.

La Chiesa etnea è impegnata da tempo nell’accoglienza attraverso Caritas, Migrantes e altre realtà ecclesiali. Ieri ha scelto di non suonare le campane a festa e di porre particolari intenzioni di preghiera nelle messe. (Marco Pappalardo)