San Marco Argentano-Scalea: una cooperativa di giovani delle parrocchie accoglie i giovani migranti

San Marco Argentano – Una cooperativa nata dal desiderio d’impegno dei giovani per accogliere i più piccoli degli immigrati. È sorta nel 2009 a Sant’Agata d’Esaro (Cs), diocesi di San Marco Argentano-Scalea, e oggi è attivamente impegnata nell’emergenza degli sbarchi sulle coste calabre, ai quali partecipa su sollecitazione della Prefettura bruzia. Si chiama “Kairos” l’iniziativa nata nell’entroterra cosentino, “grazie alla passione di giovani delle parrocchie di San Marco, Sant’Agata e San Sosti”, racconta al Sir don Carmelo Terranova, che guida il gruppo. “All’inizio eravamo in 5, ora siamo in 8”, aggiunge la responsabile, Mariacarmela Aragona: “Dall’8 maggio 2014 siamo impegnati nell’accoglienza ai richiedenti asilo provenienti da molti Paesi dell’Africa e dalla Siria. Un anno fa accogliemmo 39 stranieri sbarcati a Lampedusa, attualmente nella nostra struttura accogliamo sei minori”. Un’esperienza di “attenzione e prossimità”, la definisce don Terranova, e “l’esempio che la Chiesa promuove il laicato sostenendo l’iniziativa di un gruppo di ragazzi”.

“Tra gli obiettivi, all’interno della diocesi, anche quello di educare a superare i pregiudizi, perché non sempre riscontriamo una proposta solidale, ma si va avanti”, prosegue don Terranova.

Forte invece la vicinanza del vescovo, monsignor Leonardo Bonanno, che “è venuto a trovarci più volte, ad ascoltare i ragazzi ospiti della struttura e gli operatori stessi che hanno ricevuto conforto e benedizione”, aggiunge la responsabile. “Lui stesso è stato l’ispiratore dell’iniziativa”, dice don Terranova. “Senza la piena collaborazione di mons. Bonanno non avremmo potuto avviare questa attività in quanto le risorse economiche da mettere in campo sono davvero tante e la ‘Kairos’ non aveva questa disponibilità finanziaria. Tanti i servizi assicurati all’interno di “Kairos”: “Offriamo tutti i servizi di prima necessità, informazione e formazione sanitaria legale e culturale, accoglienza nel senso di integrazione con progetti specifici di inserimento”, racconta Aragona. Diverse anche le attività promosse all’interno della struttura, “soprattutto volte all’integrazione, come il corso di italiano, la partecipazione a tornei di calcio locali, visite guidate per conoscere il territorio, le sue bellezze e le sue colture, cineforum e giochi di società”. Non mancano poi, prosegue Aragona, “attività varie di preparazione al Natale, al Ramadan, alle varie feste civili. E poi ancora laboratori per imparare la ‘differenziata’, le regole di comportamento a tavola, le norme igienico sanitarie, le azioni per la sicurezza”.