Roma – “L’Europa decida se vuole essere l’Europa della solidarietà”: sono le parole pronunciate dal direttore della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego, di fronte all’ennesima tragedia nel Mediterraneo.
“L’abbandono dell’operazione Mare nostrum e il non coinvolgimento dell’Europa – ha sottolineato il direttore della Migrantes – sono aspetti che denunciano tutta la debolezza”. Da qui l’appello: “si rende urgente l’azione diplomatica internazionale”. Se l’esclusione dell’azione militare è letto positivamente, perché “è sotto gli occhi di tutti che quanti arrivano sono segnati dalle conseguenze di conflitti, violenze, stremati dalla denutrizione”, al tempo stesso è la crescita dei nazionalismi a preoccupare il direttore della Migrantes: “L’Europa – ha sottolineato all’AdnKronos – nel rafforzare la protezione internazionale sta facendo crescere i nazionalismi con il rischio di mettere in discussione anche Schengen”. E sulla vicenda dell’Ungheria che ha deciso di schierare l’esercito per controllare il flusso di stranieri, mons. Perego ha affermato non solo che si tratta di un caso “di una gravità assoluta”: “mi aspetto la ferma condanna da parte del Tribunale dei diritti umani”.
“L’abbandono dell’operazione Mare nostrum e il non coinvolgimento dell’Europa – ha sottolineato il direttore della Migrantes – sono aspetti che denunciano tutta la debolezza”. Da qui l’appello: “si rende urgente l’azione diplomatica internazionale”. Se l’esclusione dell’azione militare è letto positivamente, perché “è sotto gli occhi di tutti che quanti arrivano sono segnati dalle conseguenze di conflitti, violenze, stremati dalla denutrizione”, al tempo stesso è la crescita dei nazionalismi a preoccupare il direttore della Migrantes: “L’Europa – ha sottolineato all’AdnKronos – nel rafforzare la protezione internazionale sta facendo crescere i nazionalismi con il rischio di mettere in discussione anche Schengen”. E sulla vicenda dell’Ungheria che ha deciso di schierare l’esercito per controllare il flusso di stranieri, mons. Perego ha affermato non solo che si tratta di un caso “di una gravità assoluta”: “mi aspetto la ferma condanna da parte del Tribunale dei diritti umani”.



