Roma – “Con Migrantes studieremo una serie di suggerimenti per risolvere i problemi – concreti, burocratici – con delle linee guida nazionali”. E’ quanto ha detto, in una intervista al quotidiano “Avvenire” mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI per le migrazioni dopo l’appello di domenica scorsa di Papa Francesco. “Qualcosa di forte, vero e attinente al momento e ai segni dei tempi”, dice mons. Di Tora sottolineando che “cristiano è colui che vive nel tempo, nella storia che oggi ci mette a confronto con fenomeni migratori globali. Il Papa ha voluto unire due cose: siamo nell’anno del Giubileo e l’accoglienza è una dimensione fondamentale della Misericordia, è l’attenzione all’altro, il camminarci insieme, il farsene carico. E, insieme, c’è l’idea della nuova evangelizzazione: non si tratta di spiegarla a parole, ma con azioni concrete”.
Quella di Papa Francesco è “ un’intuizione veramente bella e grande”: “richiamare tutti i battezzati ad essere evangelizzatori. Noi cristiani ci dobbiamo sentire impegnati concretamente: parrocchie, monasteri, luoghi di preghiera. L’esperienza di Dio non può essere astratta ma deve incarnarsi nei problemi. È un richiamo forte a incarnare l’annuncio evangelico in quello che la storia ci propone”.
“Chi vive l’esperienza cristiana, oggi – ha concluso mons. Di Tora – non può prescindere da questa dimensione di accoglienza. Non si tratta di solidarietà umana, comunque bella, ma è la risposta all’esigenza per il cristiano di annunciare Gesù oggi”. (R.I.)



