Firenze – Di fronte a persone che per fuggire alla “disperazione rischiano la vita, non si può né stare a guardare con fastidio – come l’Europa ha fatto per anni – né fare i sofisti”. A dirlo oggi è stato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, aprendo i lavori del Consiglio Permanente che si svolgeranno, fino al 2 ottobre, a Firenze. “La coscienza umana esige di intervenire”, ha sottolineato il presule: è quanto ha fatto l’Italia “fin dalla prima ora, e continua con impegno, generosità, al meglio del possibile. Nessuno può dar lezione o muovere rimproveri: in prima linea sulle coste l’Italia c’era, a differenza di altri. Ora l’onda di piena si allarga poiché, come ho detto in altre sedi, il Sud del mondo si è messo in marcia e non è disposto a fermarsi. Sembra essere giunta l’ora della concertazione: vogliamo sperare che tale processo non si fermi e sia nel segno di una gratuità senza calcoli. Così come speriamo che – senza bisogno di barriere – si progetti un futuro sicuro, produttivo e sereno per tutti, per chi ospita come per chi arriva”.
Per il porporato il fenomeno richiede di intervenire su un triplice fronte: l’oggi, il domani e i Paesi di provenienza. “A chi ha fame bisogna, innanzitutto – ha detto – dar da mangiare con urgenti interventi. Le comunità cristiane lo sanno e operano con trasparenza, lontane da qualunque basso interesse, seguendo le normative delle Prefetture. Del resto, da ben prima dell’onda migratoria, sono impegnate sulla frontiera della povertà nostrana che non sembra avere termine”. Il secondo fronte è quello di “un futuro di dignità, poiché non si può vivere perennemente da assistiti: ciò richiede condivisione della stessa lingua, lavoro e casa. Infine, la Comunità internazionale deve concretamente intervenire favorendo lo sviluppo dei Paesi di provenienza, perché nessuno sia costretto a fuggire da guerra, persecuzione e miseria. Tale impegno – per il presidente dei vescovi italiani – necessita di risorse ingenti, tempi lunghi e volontà politiche certe. La sfida è grande, ma ineludibile: chi credesse di porvi rimedio attraverso improbabili scorciatoie, sbaglierebbe sul piano etico e sarebbe miope su quello politico”.
Il card. Bagnasco ringrazia Papa Francesco per il recente invito ad accogliere una famiglia di immigrati in ogni Parrocchia, comunità religiosa, santuario, monastero d’Europa. “Lo ringraziamo perché – ha detto – anche nelle situazioni più complesse, Egli ci indica la via del Vangelo. Vogliamo essere in prima fila nel rispondere a questo pressante appello. Già lo siamo con la generosa collaborazione con le Amministrazioni locali; in questi giorni cercheremo le vie più sicure e praticabili per corrispondere all’appello del Papa, facendo anche una mappa dei migranti che già sono ospitati nelle strutture ecclesiali o sono accompagnati dai nostri volontari in enti non diocesani. E – nella responsabilità dei singoli Vescovi – prenderemo in attento esame le norme civili, alle quali attenerci in vista di una accoglienza più capillare”.
In questi giorni, tra i punti da trattare le indicazioni da offrire alle diocesi italiane circa l’accoglienza dei profughi in risposta all’appello del Papa. (Raffaele Iaria)



