Mons. Di Tora (Migrantes): “Entrare nella carne di chi vive la migrazione forzata”

Roma – “Occorre entrare nella realtà dell’altro. In quello che è il suo pathos”. Occorre “entrare nella carne di chi vive la migrazione forzata, di chi fugge dalla guerra, dalla violenza”, ha spiegato il vescovo ricordando alcuni brani evangelici”. Lo ha detto questa mattina il Presidente della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora, aprendo i lavori della Consulta Nazionale per le Migrazioni aperto in questa occasione anche dai delegati e coordinatori delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa. Oggi viviamo – ha spiegato il presule – un “particolare momento” per le migrazioni. E questo “ci vede impegnati nell’evangelizzazione con i migranti cattolici” e un impegno di accoglienza con tutti coloro che arrivano nelle nostre realtà. “Siamo – ha aggiunto – nella nuova evangelizzazione e nel giubileo”. Il fenomeno migratorio continua anche “se i media ne parlano di meno”. Un fenomeno “che deve essere gestito e programmato che richiede un impegno particolare nell’accoglienza”. Per mons. Di Tora oggi, come insegna Papa Francesco, viviamo un tempo di “nuova evangelizzazione. Nuova evangelizzazione che ha bisogno di uno stile nuovo. Si passa – ha spiegato – da uno stile soprattutto di annuncio verbale ad una evangelizzazione che chiede concretezza e operatività”. Per mons. Di Tora “questa non è semplice solidarietà umana né filantropia” ma evangelizzazione che ha al centro il tema della misericordia “caratteristica dell’esperienza cristiana”.