Roma – Un ambulatorio di etnopsicologia per la cura psicologia dei migranti forzati al Policlinico di Palermo. E’ un progetto portato avanti da qualche anno nel capoluogo siciliano in collaborazione con la Simm (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) e la Migrantes che hanno anche contribuito alla pubblicazione e di un volume “Quale sguardo sui migranti forzati” che racconta l’esperienza- dice Mario Affronti, direttore dell’Ufficio Migrantes di Palermo, a margine della Consulta Nazionale della Migrantes – di un approccio pluridisciplinare per la cura e la prevenzione delle malattie mentali di persone provate dai migranti provenienti da culture altre. Finora sono stati 137 le persone seguite dal progetto con un approccio di “tipo complentarista che vede la collaborazione, attorno e con il paziente, di uno psicologo, antropologo, educatore culturale e medico inernista”. La maggioranza (77%) sono uomini e il 33% donne di giovane età: il 22% minori, la maggioranza non accompagnati. Tra gli adulti i migranti forzati – spiega Affronti – “rappresentano la maggioranza. I restanti sono adulti con problemi psichici non connessi direttamente a vicende di violenza o migrazione forzata ma difficoltà esistenziali post-migrazione e condizioni di vita che trovano nel paese ospite”.



