Roma – Manca solo il passaggio in aula e poi il ddl sullo ius soli sarà legge. Martedì toccherà alla Camera e quindi il testo dovrà passare in Senato. Ma ieri la Camera ha concluso l’esame degli emendamenti al disegno di legge sulla cittadinanza, che disciplina i principi dello ius soli e dello ius culturae. Un passaggio burrascoso che ha visto due novità nel testo del provvedimento. La prima prevede che sarà possibile la concessione della cittadinanza anche per i nati da genitori stranieri di cui almeno uno in possesso del diritto di soggiorno permanente riservato ai cittadini comunitari. In precedenza il testo prevedeva lo ius soli unicamente per i nati in territorio italiano da genitori stranieri, di cui almeno uno in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (dunque per i cittadini extra- comunitari). La seconda novità prevede una norma transitoria per consentire a chi, alla data di entrata in vigore della legge, possiede i nuovi requisiti, ma ha superato il limite di età di venti anni per richiedere la cittadinanza. L’emendamento chiarisce che sarà possibile esercitare il diritto purché la persona interessata “abbia risieduto legalmente e ininterrottamente negli ultimi cinque anni nel territorio nazionale”. Gli aventi diritto avranno tempo dodici mesi dall’entrata in vigore della legge per inoltrare la richiesta e dovranno pagare – lo ha imposto la commissione Bilancio – un contributo di 200 euro (somma che proprio di recente è stata dichiarata troppo alta dalla Corte di giustizia europea).



