Venezia: “pensare un segno comuni di accoglienza” verso i migranti e i profughi

Venezia – “Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono in fuga da guerre, da dittature, alla ricerca di possibilità di vita; accogliere vuol dire, anche, costruire con pazienza le condizioni dell’accoglienza”. A dirlo è stato ieri il patriarca di Venezia,  monsignor Francesco Moraglia rivolgendosi al clero e ai diaconi della diocesi all’inizio del nuovo anno pastorale. Il presule, nell’incontro avvenuto in Cattedrale, ha chiesto di “misurare” le parole e i gesti: “il rischio è creare divisione, ossia muri. Prendiamo esempio dal Papa”. Mons. Moraglia sottolinea la necessità di un impegno “coordinato sul territorio anche a livello delle nascenti collaborazioni interparrocchiali, attraverso interventi concreti”. Il tema dei profughi e dei migranti “interpella la Chiesa e – nel dialogo con le altre confessioni cristiane – ci spinge anche a pensare un segno comune di accoglienza”.