Mons. Di Tora (Migrantes): il ruolo delle MCI in Europa oggi

Brescia – “In un mondo in cammino gli italiani non sono da meno. In dieci anni dal 2006 ad oggi registriamo un + 49,3% di trasferimenti di cittadini italiani dalla Patria a fuori i confini nazionali e, negli ultimi anni, complice la crisi sempre più intensa, i flussi hanno ripreso con numeri più vigorosi. Dai 78 mila del 2013, ai 94 del 2014 agli oltre 101 mila dell’ultimo anno. Partono sempre più giovani, sempre più istruiti e vanno dove riescono a realizzarsi per il lavoro e per la vita”. A dirlo oggi pomeriggio il vescovo mons. Guerino di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes, portando il saluto ai circa 200 partecipanti al convegno delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa in corso a Brescia sul tema “Gli emigranti italiani e le Chiese in Europa, a 50 anni dal Concilio Vaticano II”. “Noi – ha detto mons. Di Tora – siamo chiamati ad accompagnare questi giovani, questi nuovi migranti che si incrociano a tutti gli altri migranti delle diverse nazionalità e che si spostano per i motivi più vari. A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, dobbiamo essere pronti non solo a rileggere la pastorale della mobilità, invito questo che era venuto dallo stesso Concilio, ma a mettere in pratica la rilettura perché il migrante è nostro ‘compagno quotidiano di viaggio e di vita’”. La pastorale della mobilità richiede oggi – come ricorda Papa Francesco anche nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che sarà celebrata il 17 gennaio prossimo – “l’attenzione all’integralità della persona, per la sua piena e completa dignità”.  Uno dei luoghi dove rendere “concreta la pastorale così concepita” – ha detto ancora mons. Di Toe è la Missione Cattolica di Lingua Italiana (MCI) all’estero”. Attualmente le MCI sono 366 presenti in 39 nazioni nei 5 continenti: “una rete sinergica che segue i cambiamenti e le evoluzioni del complesso tema sociale che è la mobilità umana. Basti pensare che gli oltre 670 operatori specificatamente dedicati al servizio degli italiani (laici/laiche consacrati e non, sacerdoti diocesani e religiosi, suore, sacerdoti in pensione) hanno iniziato ad operare in nuove realtà territoriali quali Hong Kong, la Finlandia, il Kazakistan e la Spagna, meta quest’ultima sempre più scelta dai giovani italiani che si spostano fuori dei confini nazionali”. Un “luogo nuovo” quello della Missione Cattolica di Lingua Italiana, perché nuovi sono i migranti italiani con i quali “ci confrontiamo. Un luogo comunitario di vita cristiana che, conservando il termine ‘missione’, rende l’idea – tanto cara a Papa Francesco – di una Chiesa in uscita, estroversa. Nell’azione pastorale con i migranti bisogna tener presente l’evoluzione storica e ed economica da un  lato, ma anche il contesto da cui si parte e il luogo in cui si arriva”.