Brescia – Quando si parla di Europa bisogna non dimenticare l’emigrazione interna tra i Paesi europei. A sottolinearlo è stato il card. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabriae Presidente della commissione Ccee per le Migrazioni intervenendo alla Tavola rotonda su “Le Chiese e la pastorale dei migranti in Europa” promossa dalla Fondazione Migrantes all’interno del convegno delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa, in corso a Brescia fino al 16 ottobre. Oggi, ha detto il porporato, si parla di una crisi senza precedenti riguardo al fenomeno migratorio. In Europa sono molti i rifugiati che ogni giorno arrivano: 600mila, secondo i dati, quelli giunti nel Vecchio Continente nel 2015 fino agli inizi di ottobre. Questo flusso – ha detto il card. Bozanic – sta “modificando l’Europa e la pone davanti ad una grande sfida che va accolta con responsabilità comune”. L’Europa oggi è “confusa e sembra priva di una cultura dell’accoglienza e solidarietà tra i vari Paesi che la compongono”. Davanti a questo flusso migratorio la Chiesa è impegnata in prima fila. Le società – ha spiegato Bozanic – che accolgono sono chiamate a “trovare un chiaro equilibrio per evitare problemi di vario genere”. Occorre partire dal riconoscimento della persona, dal suo “valore infinito: la dignità non è un valore astratto ma assume il volto di un uomo, di una donna, di un bambino. Chi accoglie l’altro riceverà sempre un dono ed una ricchezza”. Da qui l’invito ad “accogliere con generosità ma nello stesso tempo serve un impegno ad affrontare le cause delle migrazioni. Se l’uomo è costretto a vivere in condizioni non dignitose scappa ed emigra. La chiesa invita la politica ad aiutare a combattere le cause delle migrazioni, soprattutto le guerre e la fame”. Il card. Bozanic ha detto che dopo l’appello all’accoglienza rivolto da Papa Francesco alle chiese d’Europa si è registrata una risposta molto positiva e “ricca di generosità cercando di concretizzare nei vari Paesi iniziative di accoglienza”. Il responsabile del Ccee per le Migrazioni, ha sottolineato il binomio “accoglienza-integrazione”. Questo è molto importante perché “si esprime il desiderio verso chi arriva e che ha bisogno di essere integrato nella varie società dove arrivano evitando il rischio di cadere nell’assistenzialismo. (Raffaele Iaria)



