Italiani nel mondo: le storie del “Messaggero di San’Antonio”

Padova – Guida ai falsi miti per gli italiani a Londra, il vero volto del colonialismo tricolore in Eritrea e il pane italiano nel cuore di Berlino. Sono queste alcune storie degli italiani nel mondo che l’edizione italiana per l’estero del “Messaggero di sant’Antonio”, diretto da fra Fabio Scarsato, ha scelto per il numero di novembre. Londra nuovo Eldorado per gli italiani? Sembrerebbe proprio di sì considerando che, su 600mila nostri connazionali che vivono in Gran Bretagna, circa la metà hanno scelto come dimora proprio la capitale, verso cui sono volati (letteralmente) circa 57mila italiani partiti dal nostro paese nell’ultimo anno. Ma, come dice il proverbio, non è tutto oro quel che luccica. E così Sagida Syed ha raccolto tutto ciò che c’è da sapere, soprattutto di negativo o critico, prima di trasferirsi a Londra. L’articolo “Londra non è tutt’oro” sfata alcuni miti della meta top dei giovani italiani nel mondo, dal costo degli immobili al reperimento di un lavoro stabile, dalla violenza in aumento al disagio sociale, problematiche che vanno aumentando con la crescita dell’emigrazione. Non per non partire più, ma per partire preparati.

Nicoletta Masetto firma “Colonialismo italiano memoria negata”, riflessione sul colonialismo tricolore in Eritrea. Il recente libro L’Africa non è nera di Paola Pastacaldi (Mursia, aprile 2015) è l’occasione per intervistare la giornalista-scrittrice che, sollecitata dal “Messaggero”, spiega il vero volto dell’epopea coloniale nostrana nel paese africano. “Quello italiano è stato un colonialismo come tutti gli altri: duro, feroce, non certo salvapopoli”, racconta. Soprattutto, è un colonialismo di cui non tutti in Italia sono ancora consapevoli, mentre l’Eritrea, secondo l’ultimo rapporto Onu sui diritti umani negati, sprofonda nella peggiore dittatura oggi al mondo.

Toni più leggeri nell’articolo “Il pane di Alfredo” di Andrea D’Addio, che racconta una storia tutta italiana che arriva dalla Germania. È quella del 34enne Alfredo Sironi, comasco, che dopo la laurea in storia ha scelto di lasciare l’Italia per aprire un panificio di alta qualità a Berlino, nel cuore del quartiere multietnico di Kreuzberg. Quello che un paio d’anni fa sembrava un azzardo si è rivelato un caso imprenditoriale di successo, che oggi vanta lusinghiere recensioni perfino sul “New York Times” e “Tagesspiegel”. Anche se il giovane panettiere non ha ancora messo via la valigia…