Save the Children: in due mesi più di 80 bambini migranti annegati

Roma – A due mesi dalla tragica morte del piccolo Aylan Kurdi, oltre 80 bambini sono annegati cercando di raggiungere la Grecia inclusi i bambini che si ritiene abbiano perso la vita nei naufragi di oggi. Un numero destinato a crescere – avverte Save the Children – dato che sempre più rifugiati e migranti affrontano questo viaggio così pericoloso anche durante i mesi invernali.

“Il clima rigido rende l’attraversamento del Mediterraneo più rischioso e i bambini molte volte sono bagnati fradici e congelati quando vengono portati a riva e, siccome spesso non c’è riparo nei campi di transito, corrono seri rischi di ipotermia”, spiega una nota dell’associazione. Lo staff di Save the Children racconta di aver visto bambini “scossi dai brividi, con le  mani e le labbra blu e ci sono stati casi gravi che hanno richiesto un trattamento ospedaliero”. Sono migliaia le famiglie – spiega ancora l’associazione – che  stanno ancora cercando disperatamente di scappare dalla Siria e da altri paesi, nonostante alcuni stati europei stiano chiudendo le frontiere. Tra gennaio e ottobre 2015 più di mezzo milione di persone sono arrivate nelle isole greche. Ogni giorno in Grecia arrivano oltre 8.000 persone di cui il 23% bambini, spesso incapaci di nuotare e privi di giubbotti di salvataggio adeguati.