Firenze – E’ “vivo” il desiderio di “includere persone disabili, immigrati, emarginati” e le loro famiglie. Occorre “acquisire la competenza necessaria per aiutare, sostenere, accompagnare e annunciare la speranza di una vita nuova e la dolcezza di un Gesù amico che non abbandona”.
E’ quanto si legge in una delle sintesi dei lavori del convegno ecclesiale di Firenze riguardante la “via” dell’annunciare.
La sintesi è stata presentata ai convegnisti da Flavia Marcacci, docente di storia del pensiero scientifico presso la Pontificia Università Lateranense.
Questo deve avvenire in ogni contesto “ambientale” (scuola, lavoro, università, ospedali, carceri, social, media, non luoghi, …) ed “esistenziale” (disagi psichici, crisi coniugali, problemi educativi, …) in cui si trovano”. Confrontarsi con la malattia, il disagio fisico e psichico, la disabilità e la fragilità “costringe – ha spiegato la relatrice facebdo la sintesi dei gruppi di lavoro – a fare i conti con la realtà di un’esistenza che non fa sconti a nessuno”. Ogni persona – è scritto nella sintesi – è degna della nostra attenzione che diventa ascolto delle esperienze concrete”.
E’ quanto si legge in una delle sintesi dei lavori del convegno ecclesiale di Firenze riguardante la “via” dell’annunciare.
La sintesi è stata presentata ai convegnisti da Flavia Marcacci, docente di storia del pensiero scientifico presso la Pontificia Università Lateranense.
Questo deve avvenire in ogni contesto “ambientale” (scuola, lavoro, università, ospedali, carceri, social, media, non luoghi, …) ed “esistenziale” (disagi psichici, crisi coniugali, problemi educativi, …) in cui si trovano”. Confrontarsi con la malattia, il disagio fisico e psichico, la disabilità e la fragilità “costringe – ha spiegato la relatrice facebdo la sintesi dei gruppi di lavoro – a fare i conti con la realtà di un’esistenza che non fa sconti a nessuno”. Ogni persona – è scritto nella sintesi – è degna della nostra attenzione che diventa ascolto delle esperienze concrete”.



