Madrid – Un’ondata ha lacerato il fragile fondo del barcone: 24 dei 46 passeggeri sono finiti in acqua. E il mare – dicono i superstiti – li ha inghiottiti in pochi istanti. Erano migranti in fuga dai conflitti e la miseria dell’Africa subsahariana. Il naufragio è avvenuto nel corridoio atlantico tra le Canarie e il Sahara occidentale, nella notte tra martedì e mercoledì. Proprio il buio ha ostacolato le operazioni di salvataggio da parte della Guardia costiera spagnola. Quest’ultima è riuscita a salvare 22 giovani uomini, trasportati a Puerto de Arguinenguín, sull’isola di Gran Canaria. I sopravvissuti hanno raccontato un viaggio da incubo, cominciato tre giorni fa. Le ricerche dei dispersi sono ancora in corso: se non verranno ritrovati vivi, quella di ieri sarà la tragedia più grave, al largo dell’arcipelago, dal 2006, quando annegarono 45 migranti nel naufragio di due imbarcazioni provenienti dalla Mauritania. Secondo gli ultimi dati di Madrid, nella frontiera sud della Penisola, sono morti almeno 21mila irregolari tra il 1998 e il 2014. Sempre ieri, un altro incidente è avvenuto non lontano dalle coste di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia. Almeno dieci migranti siriani sono dispersi, cinque sono stati salvati.



