Centro Astalli: : canali umanitari sicuri subito

Roma – “Si tratta di una tragedia annunciata”. Così padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, parla dell’ennesimo naufragio che ha causato undici vittime nel mar Egeo. Tra questi anche cinque bambini afghani, tra cui un neonato di sei mesi. Il barcone carico di migranti su cui si trovavano si è ribaltato al largo delle coste della Turchia. Una nuova “strage degli innocenti” che si “consuma ormai da mesi davanti ad un’Unione Europea indifferente e sorda al grido di un’umanità che cerca giustizia”, evidenzia il religioso gesuita. Ancora una volta il Centro Astalli torna a chiedere che vengano adottati “immediatamente canali umanitari sicuri. Si stabiliscano vie legali che interrompano quella che ormai si configura come una vera e propria ‘ecatombe del Mediterraneo’”.

L’Unione Europea “sempre più chiusa in se stessa, sempre più ripiegata sui propri confini, sulle proprie paure ha rinunciato deliberatamente alla sua vocazione di essere baluardo di civiltà e democrazia. Controlli, divieti , muri, hot spot, respingimenti alle frontiere etc., non possono essere la soluzione al complesso fenomeno delle migrazioni”, spiega una nota del Centro Astalli. “Assurdo pensare di poter fermare chi si mette in cammino in cerca di salvezza, bisogna agire e programmare per accogliere e integrare in maniera costruttiva ed efficace. Ostinarsi a discriminare e classificare con una pervicace mancanza di visione rischia di diventare la nostra condanna”, aggiunge Padre Ripamonti: “la strage di ieri è avvenuta poco prima dell’apertura del Giubileo della Misericordia. Si tratta di un tragico ossimoro. Le istituzioni, la società civile aprano gli occhi: non c’è Giubileo finché c’è ingiustizia e prevaricazione. Non c’è Misericordia finché restiamo indifferenti davanti al dolore di chi non ha alternative alla fuga”. (Raffaele Iaria)