Lecco – Metti un quartiere di Lecco. Che a pochi giorni dall’inizio del Natale inizia a riempirsi di addobbi colorati. Metti la curiosità di un giovane profugo africano di fede musulmana, incuriosito da tutte quelle luci. “Al che io gli ho spiegato il senso del Natale, della nostra festa. Gli ho spiegato perché noi facciamo il presepe”, racconta Clelia, un’operatrice del centro di Bione, gestito da Fondazione Progetto Arca, che attualmente ospita 160 profughi. Quasi tutti di fede musulmana. Da questa chiacchierata è partita proprio dai giovani ospiti l’idea di realizzare un presepe. Nessuno stupore, nessuna diffidenza: “Il tuo Dio e il nostro Dio abitano la stessa casa”, è stata la semplice risposta. Grazie alla collaborazione di un falegname del posto, sono state disegnate le sagome delle varie figure del presepe, tutte a grandezza naturale. Poi i giovani richiedenti asilo le hanno colorate e rivestite con cura per collocarle all’interno di una capanna. Un gesto semplice, un modo per dire grazie alla piccola comunità lecchese che ha saputo accoglierli. (Ilaria Sesana)



