Torino: duecento famiglie coinvolte in un progetto di accoglienza

Torino – «Dieci giorni prima dell’appello di Papa Francesco, l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, aveva chiesto alle parrocchie di Torino di aprire le porte ai rifugiati: e dopo l’invito del santo Padre la chiesa locale ha moltiplicato il suo impegno» dice Sergio Durando, responsabile piemontese di Migrantes. E i frutti della mobilitazione già si vedono: 200 famiglie partecipano a un progetto che coinvolge 60 parrocchie, anche della cintura torinese.

«L’obiettivo non è solo garantire agli ospiti un luogo o un piatto – spiega Durando – ma non lasciarli soli nella quotidianità  e al tempo stesso far crescere la comunità cristiana che li accoglie, far capire meglio il dramma dell’esodo che riguarda 60 milioni di persone nel mondo». In uno spazio della parrocchia di Rivoli a novembre sono arrivati dieci giovani profughi accolti dai ragazzi degli oratori torinesi e dalla gente del posto con una grande festa». (F.F.)