Genova – Non c’è nessun muro che possa fermare questa marcia, non possiamo pensare di fermare la marcia dei popoli soprattutto dal sud verso il nord del mondo, la moltitudine dei poveri, dei feriti di coloro che vivono drammi di guerra e di violenza di persecuzione per la fede verso Paesi che si spera possano offrire un domani migliore e una libertà più vera».
Nel giorno dell’Epifania, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della cei, ha commentato con queste parole l’emergenza dei migranti e la decisione di vari Paesi europei di chiudere le frontiere. In precedenza, nell’omelia della Messa, il porporato aveva invece ricordato che «i Magi rappresentano una grande marcia di popoli, una moltitudine in movimento che si avvia verso un unico punto luminoso che è Cristo».
Nel giorno dell’Epifania, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della cei, ha commentato con queste parole l’emergenza dei migranti e la decisione di vari Paesi europei di chiudere le frontiere. In precedenza, nell’omelia della Messa, il porporato aveva invece ricordato che «i Magi rappresentano una grande marcia di popoli, una moltitudine in movimento che si avvia verso un unico punto luminoso che è Cristo».



