Agrigento: l’accoglienza in parrocchia

Agrigento – “Oggi la nostra famiglia cresce e la nostra parrocchia diventa capanna africana: Cristo ci chiama a farci misericordia”. Con queste parole don Aldo Mosca, sacerdote guanelliano della parrocchia Madonna della Provvidenza, ad Agrigento, ha chiamato a raccolta i fedeli a lui affidati per far fronte all’emergenza che gli è stata presentata: ventisette migranti avrebbero trascorso due freddissime notti di gennaio per strada. “Inizialmente la tentazione forte era quella di rispondere che non era possibile – spiega il sacerdote – perché la  nostra parrocchia non è attrezzata per queste emergenze. Grazie a Dio abbiamo aperto le porte ed è stato Giubileo”.

I primi a rispondere all’invito di don Aldo e alle sollecitazioni dei sacerdoti guanelliani della parrocchia, don Giovanni Amico e di don Jaya Soosai Arockiasamy, sono stati i ragazzi del Movimento giovanile guanelliano, l’M2G, corsi a sistemare e ripulire il salone che avrebbe accolto gli speciali ospiti. Con loro uomini giunti per far fronte alle esigenze primarie dei migranti e donne che hanno preparato e servito i pasti caldi ai nuovi fratelli, esattamente come fanno quotidianamente all’interno delle loro famiglie. Una “macchina di solidarietà” che ha coinvolto operatori pastorali e volontari occasionali. “Davvero non potremo dimenticare i loro volti – dice Mosca -: erano spauriti all’inizio e quasi si nascondevano tra le coperte, ma quando sono andati via ci hanno donato un sorriso. Ci auguriamo di aver loro donato la forza di un po’ di speranza in più per affrontare ciò che ancora il loro viaggio gli riserverà”.  (Chiara Ippolito)