Città del Vaticano – “Quando ci si apre a una dimensione più completa che è quella evangelica – quella che esige che si ascolti e si metta in pratica – la fede diventa esperienza gioiosa e contagiosa, arricchente e stimolante”. E’ quanto ha detto oggi il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e membro del Pontificio Consiglio “Cor Unum, presentando, nella Sala Stampa della Santa Sede, il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima. Il porporato ricorda di aver sperimentato questo ad esempio, a Lampedusa durante gli sbarchi di migliaia di persone e in tante altre comunità che hanno “accolto la sfida di aprirsi alle diverse forme di povertà del territorio. Lo stiamo sperimentando con i seminaristi chiamati a fare le esperienze pastorali in realtà segnate dal dolore e dalla povertà o con tanti giovani volontari che hanno voglia di mettersi in gioco per costruire percorsi nuovi in cui annuncio e testimonianza camminino di pari passo. È chiaro che non è semplice perché talune volte bisogna fare i conti con una mentalità che è consolidata e che – ha etto il card. Montenegro – difficilmente si apre al nuovo; però nella mia piccola esperienza mi sento di dire che è una strada possibile e, soprattutto, è quanto ci chiede Gesù nel Vangelo, se pensiamo, ad esempio, al discorso sul giudizio finale nel capitolo 25 di Matteo. Alla fine saremo giudicati sulle opere di misericordia e su ciò che abbiamo fatto nei confronti dei più piccoli”. Allora, per il Card. Montenegro – il tempo di quaresima “può essere un’occasione importante per riflettere sul modo in cui viviamo la fede e l’invito a vivere le opere di misericordia costituisce un modo – come dice il Papa – “per risvegliare le nostre coscienze spesso sopite dal peccato o dall’indifferenza”. (R.I.)



