Città del Vaticano – “Aiutare i nuovi schiavi di oggi a rompere le pesanti catene dello sfruttamento per riappropriarsi della loro libertà e dignità”. E’ stato questo l’appello forte di papa Francesco rivolto ieri dopo la preghiera mariana dell’Angelus ricordando la “Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone”, che si celebra oggi per la seconda volta nell’anniversario della nascita di Santa Bakhita, la sudanese vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento, giunta
schiava in Italia, diventata suora, proclamata santa nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II. “Penso – ha detto il pontefice – in particolare a tante donne e uomini, e a tanti bambini! Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine e questa intollerabile vergogna”.
Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimonio forzato, adozione illegale, maternità surrogata e altre forme di sfruttamento. Ogni anno, circa 2,5 milioni di persone sono vittime di traffico di esseri umani e riduzione in schiavitù; il 70 per cento sono donne e minori. Spesso subiscono abusi e violenze inaudite.
In Italia ci sarebbero dalle 50 alle 70 mila donne vittime di tratta per lo sfruttamento sessuale, la maggior parte straniere, oltre la metà nigeriane e moltissime minorenni.
Voluta fortemente da Papa Francesco e lanciata per la prima volta nel 2015, questa Giornata ha innanzitutto l’obiettivo di creare maggiore consapevolezza del fenomeno e riflettere sulla situazione globale di violenza e ingiustizia che colpisce ancora tante persone, che non hanno voce, non contano, non sono nessuno: sono semplicemente schiavi. Al contempo si vuole provare a dare risposte a questa moderna forma di tratta di esseri umani, attraverso azioni concrete e innovative.
Tra i promotori della giornata in Italia la Commissione Episcopale per le Migrazioni della Cei; la Fondazione Migrantes; gli Uffici Migrantes del Lazio; la Caritas Italiana; l’Associazione Papa Giovanni XXIII; la Parrocchia San Frumenzio e unità di strada; l’Associazione Slaves no More; il Settore pastorale USMI Nazionale. Sabato sera a Roma una veglia di preghiera contro la tratta, presieduta da monsignor Guerino Di Tora, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes con la partecipazione di oltre 500 persone. Una veglia che si è conclusa con un breve pellegrinaggio verso la porta santa della Casa della Carità di via Marsala, nei pressi della stazione Termini. Ieri celebrazione dell’Eucaristia nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia – Santuario della Divina Misericordia, presieduta da mons. Paolo Lojudice, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma seguita dalla partecipazione alla preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro.
Oggi celebrazioni Eucaristiche in tutte le comunità religiose maschili e femminili oltre a momenti di preghiera, riflessione e condivisione (Raffaele Iaria)



