Roma – Decine di migranti ogni giorno muoiono nel tentativo di giungere in Europa. Davanti a questa tragedia che si consuma a pochi chilometri da casa nostra il Centro Astalli lancia un appello ai mezzi di informazione e all’opinione pubblica in generale: “non smettiamo di raccontare, di denunciare, di contare. Dal nostro punto di vista ogni morto in mare merita la prima pagina”, afferma oggi padre Ripamonti, presidente del Centro.
“Siamo – aggiunge in una nota – in una stagione politica in cui, mai come ora, le decisioni vengono prese sulla base del consenso popolare, e si fondano su paure vere o indotte. I mass media hanno un ruolo fondamentale, una responsabilità imprescindibile nel mettere al centro la persona, i suoi diritti e nel dare notizie su quante accade alle porte d’Europa. Si compia lo sforzo di sgretolare luoghi comuni e pregiudizi che non aiutano a capire ma rendono incomprensibili fenomeni che vanno decodificati e raccontati alla luce di dati, analisi di contesti geopolitici internazionali e delle storie dei protagonisti”. Oggi – conclude p. Ripamonti – il silenzio è assordante. Ogni migrante morto è un fallimento per la nostra civiltà e per il nostro diritto. Libertà e democrazia non crescono su un tappeto di morti. Con quei migranti muore la nostra civiltà”.



