Roma – «Le risposte basate su non lungimiranti considerazioni di mera politica interna, i muri e i fili spinati eretti per proteggersi e “deviare il traffico”, non ci metteranno in condizione di gestire un fatto di dimensioni epocali, non destinato ad esaurirsi nel breve volgere di qualche anno». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando, nel suo discorso alla Columbia University, del fenomeno dei migranti.
Le migrazioni, per il capo dello Stato, «costituiscono uno dei grandi eventi ricorrenti nella storia dell’umanità: non ha alcun senso combatterle, dobbiamo invece governarle. L’unica risposta possibile è quindi quella di un impegno che nasca da una rinnovata unità di intenti da parte della comunità internazionale e, per quanto riguarda il mio Paese in particolare, dalla più stretta collaborazione fra Stati membri e Istituzioni dell’Unione Europea». Per Mattarella, «occorrerà una dose ancor maggiore di leadership, per passare da soluzioni emergenziali a provvedimenti strutturali, di lungo periodo, che riescano a rispondere efficacemente a questa crisi, assorbendo, con lungimiranza, possibili effetti destabilizzanti che il fenomeno migratorio porta inevitabilmente con sé».



