Card. Scherer: l’impegno di sr. Marchetti a fianco dei migranti italiani in Brasile

 Roma – “I Santi e i Beati non sono figure mitiche o idealizzate. Beata Assunta Marchetti è profondamente legata alla città di San Paolo, è una persona reale che camminava per le strade, attenta e sensibile specie ai più poveri e abbandonati. Tra questi molti italiani emigrati. I Santi e i beati sono stati buoni cristiani, figli fedeli della Chiesa di Cristo”. Con queste parole il card.  Odilo Pedro Scherer, arcivescovo  di San Paolo del Brasile ha aperto il convegno “Migrazione al femminile: risolvere emergenze attuali guardando al passato. Il modello di Madre Assunta”, promosso dalle Suore Scalabriniane e dall’Ambascia del Brasile presso la Santa Sede. Il porporato ha ricordato il momento della beatificazione della religiosa, cofondatrice delle missionarie scalabriniane, sottolineando l’importanza del luogo, il Brasile, dove la religiosa ha operato, con gesti concreti e pratici a fianco dei migranti. Una “testimonianza di vita “molto significativa per il nostro tempo”.

Per l’arcivescovo di Lucca, mons. Italo Castellani, Madre Assunta Marchetti, originaria della sua diocesi,  aveva il carisma della donna “forte e sapiente. Amò intensamente il prossimo, dedicandosi ai migranti, agli orfani, ai malati. La sua testimonianza ha una attualità sconvolgente in questo anno di Giubileo – ha aggiunto  il presule perché la religiosa “si è fatta migrante, una di loro. Papa Francesco ci invita a una Chiesa in uscita, missionaria. Quale conversione comporta Madre Marchetti alle nostre comunità? Ci sono tre possibili passaggi di vita: uscire dalla tentazione ricorrente del ‘si è sempre fatto così”, uscire dal diffuso relativismo pratico, uscire aprendo occhi e cuore alle necessità di umanità. Questo è il grande orizzonte della beata Marchetti”.

 I Santi e i Beati, come dice San Bernardo da Chiaravalle, “non hanno bisogno della nostra lode. Siamo noi che desideriamo ricordarli, rendere loro omaggio e chiedere la loro efficace intercessione. Sono loro pagine vive del Vangelo”, ha evidenziato sr. Leocadia Mezzomo, postulatrice della causa di canonizzazione di Madre Assunta Marchetti: “le sorelle di oggi, come quelle di ieri, sanno che la loro vocazione è pienamente apostolica, senza limiti di luogo o tempo e che sempre è per l’onore per lo sposo celeste e per la vita per le persone affidate. Così ha vissuto Assunta, giovane camaiorese che si è fatta carico dei bambini oltremare. Il suo amore è stato vero amore di Dio”. Per 53 anni in Brasile la religiosa – ha ricordato sr. Mezzomo – si prodigò nel bene fino alla fine. Fu madre per i bimbi orfani e poi educatrice, catechista, medico, laureata nella scuola della vita. Si prodigò nel servizio ai più bisognosi. E’ stata sorella nella fede, madre premurosa, maestra di vita”. La Beata Marchetti e le compagne “ rappresentano già, secondo quanto dice il Papa, una Chiesa in uscita. Sono state missionarie samaritane. Quanto bisogno c’è oggi di donne così, come Madre Assunta. La vita della cofondatrice delle scalabriniane è stata umile ed affascinante. Assunta seppe vivere la vocazione alla maternità esercitandola oltre gli stereotipi più comuni. Figli non nati dal suo grembo, ma dal suo amore di donna consacrata. La sua tenerezza era ferma, decisa, discretamente dolce, materna”, ha concluso. (Raffaele Iaria)