Roma – “Ad un bivio: l’Europa, le chiese, le culture di fronte alla misericordia”. Questo il tema dell’Incontro del Comité Catholique International pour les Tsiganes (CCIT) che si svolgerà – dall’8 all’11 aprile, ad Esztergom, in Ungheria. L’incontro coinvolgerà circa 150 persone tra direttori nazionali (per l’Italia il direttore dell’Ufficio Migrantes del Lazio e della diocesi di Roma, mons. Pierpaolo Felicolo mentre per il Pontificio Consiglio della Pastorale dei Migranti ed Itineranti sr, Alessandra Pander) per la pastorale dei rom e sinti, operatori pastorali, sacerdoti, religiosi e laici offrendo momenti di scambio e di riflessione, per rafforzare la collaborazione e il dialogo.
Ai partecipanti il Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti ha inviato un messaggio – a firma del cardinale Antonio Maria Veglio e di padre Gabriele Bentoglio, rispettivamente Presidente e Sottosegretario del dicastero – nel quale si legge che “ovunque si trovano i cristiani, nelle parrocchie, nelle comunità e nelle associazioni, devono sorgere oasi di carità e di amore misericordioso”. In questo modo, l’opera di evangelizzazione dei rom e sinti, e le “attività a loro favore” sono guidate dal motto dell’Anno giubilare: misericordes sicut Pater.
Dopo l’introduzione di p. Claude Dumas l’incontro prevede riflessioni affidate al teologo don Vito Impellizzeri mentre la celebrazione eucaristica che concluderà l’incontro sarà presieduta dal card. Peter Erdo. Il CCIT nasce da incontri informali organizzati a Parigi, in Francia, agli inizi degli anni Settanta, dal sacerdote francese Yoschka Barthélemy e dai coniugi belgi Elisa e Léon Tambour, per rispondere all’esigenza di una riflessione a livello internazionale sulle comunità tzigane e sulla loro condizione umana e spirituale. Sin dalla sua costituzione, il Comitato lavora in collaborazione con la Chiesa e ha legami con il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e costantemente in contatto con le cappellanie nazionali degli zingari e degli itineranti. Attualmente conta membri effettivi presenti in 14 Paesi d’Europa. (Raffaele Iaria)



