M.C.I. Belgio: una giornata di formazione per i laici

Montaigu –  “ ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’: l’attualità di un’opera di misericordia”: questo il tema di una giornata di formazione per i laici delle Missioni cattoliche Italiane del belgio che si è svolta  Montaigu – Scherpenheuvel nelle Fiandre. I 47 partecipanti provenienti da tutte le Mci belghe si sono ritrovati a condividere un momento importante del loro percorso formativo annuale nello spirito del Giubileo della Misericordia.  

A relazionare il direttore generale della Fondazione Migrantes,  mons. Giancarlo Perego che ha richiamato le situazioni attuali di migrazione che interpellano l’Europa ed ha offerto ai presenti una ricca relazione sulla cultura dell’incontro, richiamando il discorso di papa  Francesco a Prato e la sua sensibilità verso i migranti. Sono stati evidenziati alcuni punti necessari per favorire un autentico incontro e una reale accoglienza del forestiero: il rispetto e tutela della persona, che abbraccia soprattutto  la dimensione familiare e lavorativa; l’accoglienza dei forestieri in fuga da situazioni difficili, che da futuro e che può divenire per le comunità che accolgono una nuova forma di rinascita; l’inclusione dell’altro, opposta all’esclusione e alla sterile contrapposizione, evitando degrado e disagio sociale; l’integrazione, che permette di riconoscere nel migrante un bagaglio di ricchezza umana e culturale che non va cancellata o ignorata. Evidentemente una rilettura della migrazione con gli occhi della fede diventa necessaria e illuminante. Con quest’ottica Mons. Perego ha ben evidenziato il percorso storico della Chiesa che nel tempo ha sempre saputo interpretare l’opera di misericordia “ero forestiero e mi avete ospitato”, come una continua attualizzazione del comandamento dell’amore e generazione di un futuro nuovo.

“Occorre condividere i beni e i luoghi comuni, come le parrocchie, perchè diventino luoghi che favoriscono la cultura dell’incontro”: affermazione-chiave del direttore della Migrantes, chiamato a stimolare gli operatori pastorali delle Missioni Cattoliche italiane perché anche in Belgio si sviluppi una vera accoglienza dell’altro.

Sottolineando le paure e le chiusure di fronte al migrante, la difficoltà a vederlo come dono e la generalizzazione negativa che lo etichetta come delinquente e pericoloso, Mons. Perego ha aiutato i presenti a leggere le situazioni attuali della migrazione con gli occhi della fede, richiamando la storia biblico-cristiana che esalta l’accoglienza del forestiero: in Abramo l’accoglienza da futuro ad una famiglia sterile e genera un nuovo popolo; in Giobbe l’aspetto della sapienza si manifesta verso l’apertura all’altro; Mosé stesso, integrato in una nuova cultura, diventa segno di salvezza per il suo popolo; nei Vangeli la parabola del buon samaritano evidenzia la dimensione del cammino e dell’andare incontro all’altro uscendo nella strada. La storia della salvezza è chiaramente una storia di amore, fatta di incontro, accoglienza, rispetto, condivisione.

Inoltre viene illustrata a grandi linee la storia bimillenaria della Chiesa che, dagli Atti degli Apostoli (in cui i primi diaconi Stefano e Filippo nella loro opera di annuncio manifestano un’apertura all’altro  stando in piazza e camminando con lui) fino ai nostri giorni testimonia il grande valore della fraternità e dell’accoglienza. Insegnamento dei padri della Chiesa come Leone Magno e Gregorio Magno, monachesimo con le sue foresterie, patrimonio della dottrina sociale della Chiesa (dalla Rerum Novarum di Leone XIII alla Centesimus Annus di Giovanni Paolo II): testimonianza viva e concreta di una chiesa attenta all’altro nei suoi bisogni e diritti fondamentali.

Concludendo la sua relazione, mons. Perego ha sottolineato il valore profetico di papa Francesco che con l’Evangelii Gaudium e la Laudato Si sottolinea l’indissolubile legame tra accoglienza dell’annuncio salvifico e un effettivo amore fraterno.

Una giornata di formazione importante, trascorsa in uno spirito di fraternità e comunione tra le diverse comunità italiane, chiamate a rafforzare la testimonianza della fede nell’accoglienza del forestiero e favorire così un’autentica cultura dell’incontro.

Culmine e conclusione della giornata la celebrazione eucaristica al santuario mariano, luogo di pellegrinaggio giubilare, molto caro agli emigrati italiani che per decenni si sono lì ritrovati a vivere diverse giornate di fede e devozione mariana. (Alessio Secci)