Roma – “L’Europa è la prima a non volersi bene. È la prima che manca di senso di appartenenza a se stessa, alla propria cultura, alla propria tradizione, alle proprie radici. Ma dovrebbe volersi più bene e, nel volersi più bene, anche i fili spinati si sciolgono”. A dirlo è stato il card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI e Vice Presidente del Ccee durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i membri della presidenza del Ccee: oltre al card. Bagnasco il Presidente, il card. Peter Erdo e l’altro Vicepresidente, l’arcivescovo mons. Angelo Massafra. Riguardo alla barriera del Brennero, il card. Bagnasco ha detto: “Credo che la cosa non si sclerotizzi affatto. Magari sono reazioni che possono essere così del primo momento, dovute alla paura, ai timori, più o meno motivati. Speriamo che poi le cose si sciolgano e si intendano per il meglio dopo una prima reazione emotiva”.
Il Presidente delle CEI ha sottolineato che la Chiesa italiana è “in prima linea” nell’accogliere i migranti che giungono in Europa. Nel 2015 – ha spiegato – sono stati dati 12 milioni di pasti nelle mense gestite dalle parrocchie e dagli organismi ecclesiali. Anche le Chiese in Europa sono fortemente impegnate sia sul fronte dell’accoglienza che su quello della integrazione, “cercando di fare tutto il possibile per tradurre in atto il Vangelo”. D’altronde, il fenomeno migratorio è un “movimento irreversibile” visto che “è il mondo del Sud che scappa da povertà e paura verso un Nord in cui si crede di trovare un futuro e una sicurezza”. Il cardinale, a nome dell’episcopato europeo, invoca una maggiore presa di coscienza da parte delle Nazioni Unite e chiede di fare “distinzione tra la fase dell’emergenza e quella della integrazione”. “Non si può vivere sempre nella fase dell’accoglienza perché sarebbe assistenzialismo”.



