Palermo – Più cure necessarie per i poveri. E’ stato l’appello emerso durante il convegno della Conferenza Episcopale Italiana su “Sanità e immigrazione” che ha riunito i direttori degli uffici diocesani della pastorale della salute a Palermo. Presenti anche alcuni rappresentanti delle grandi religioni monoteiste che hanno partecipato alla tavola rotonda sul dialogo interreligioso. La CEI ha invitato il Governo nazionale a rimuovere gli ostacoli che limitano l’accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione. Il quadro che ha disegnato il Presidente della commissione per la Carità e la salute Cardinale Francesco Montenegro è fin troppo chiaro. “I malati non sono cartelle cliniche – ha detto – ricordatevi che Gesù ha toccato il lebbroso: è il modo per curare e guarire e su questo piano la formazione degli operatori della salute è ancora insufficiente. Mi pare persino strano che un ospedale debba sforzarsi di essere un’azienda. Se non vediamo il Signore in chi soffre siamo atei, perché Lui è lì”.
Il convegno rivolto alle Associazioni, alle Istituzioni Sanitarie cattoliche e a quanti operano nel mondo della cura, dell’ecumenismo e dialogo interreligioso e dei migranti della Diocesi si è aperto con un omaggio al Beato don Giuseppe Puglisi nel corso del quale sono state ripercorse le tappe del suo ministero fino all’effusione del sangue nel martirio. È seguita la preghiera presieduta dal Vescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per la pastorale della salute e il saluto dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice. Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha fatto giungere un messaggio in cui riconosce l’esigenza di prendersi cura di coloro che stanno in fondo alla fila e la necessità di riorientare il sistema sanitario italiano anche per poter assicurare l’assistenza sanitaria ai migranti; in questa direzione, ha ricordato, si muove il progetto della tessera sanitaria elettronica che sarà introdotta negli hotspot di Lampedusa e Trapani dal prossimo mese di luglio permettendo di creare un record elettronico con cui monitorare lo stato di salute del migrante. Al convegno è intervenuto, fra gli altri, il Direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego.



