Roma – 60 milioni di rifugiati e sfollati, 200 milioni di persone ogni anno coinvolte nelle conseguenze di una catastrofe naturale. Sono il popolo di uomini, donne e bambini in fuga da guerre, dittature, persecuzioni politiche e religiose, disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici. Questi i dati dell’ultimo Rapporto Unfpa “ Al riparo dalla tempest a”, che è stato presentato oggi a Roma al Cnr.
Secondo i dati sono oltre 100 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria attualmente nel mondo, di queste circa 26 milioni sono donne e ragazze. Mai, dalla seconda guerra mondiale, si era raggiunta una cifra così alta. Tra i rifugiati circa un terzo vive nei campi, due su tre nelle aree urbane, 1 miliardo di persone (14% della popolazione mondiale) vive in aree coinvolte in un conflitto. L’Europa, e l’Italia in particolare, sono in prima linea nel difficile impegno dell’accoglienza di rifugiati e migranti provenienti dalla Siria, dall’Africa e dal Medio Oriente attraverso le rotte mediterranee.
Porre la “nostra” emergenza nell’ambito del tema globale delle crisi umanitarie è uno degli obiettivi dell’incontro ospitato dal Centro Nazionale Ricerche, in una ottica di confronto con l’approccio delle agenzie internazionali, nella prospettiva degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs) 2016-2030.



