Roma – “La follia del partire, la follia del restare”: questo il titolo di un volume di Simone Varisco, edito dalla Tau e inserito nella collana della Fondazione Migrantes “Testimonianze ed esperienze delle migrazioni” presentato oggi presso la sala Marconi della Radio Vaticana.
A presentarlo, oltre all’autore, P. Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; Federica Gaspari, Psicologa sociale, Cooperativa sociale Parsec; Elisabetta Mondello, Docente di letteratura e direttrice del Master in Editoria, giornalismo e management culturale dell’Università La Sapienza di Roma; Mons. Gian Carlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes.
Ha moderato i lavori Luis Badilla Morales, direttore del Sismografo.
“l’identità difficile e incerta del migrante italiano di ieri connotata dalla ‘doppia assenza’ descritta da Abdelmalek Sayad, dagos in Australia e austragliero ritornato in Italia – ha detto Federica Gaspari – così come per quello di oggi rappresenta una condizione di vulnerabilità allo sviluppo di disagi fisici e psichici. L’esclusione e l’isolamento soprattutto da un punto di vista della comunicazione e della lingua fanno sì – ha spiegato – che l’espressione del sintomo, fisico e psicologico, rappresentino una forma simbolica, a volte l’unica, di contatto con la realtà esterna”.
Per Elisabetta Mondello il libro di Varisco dimostra ancora una volta fino a qual punto le microstorie, in questo caso le vicende di alcuni immigrati italiani in Australia alla fine dell’800, “raccontino realmente una macrostoria, quella dolorosa dell’immigrazione”. Le antiche storie degli immigrati italiani, destinati in percentuali sconvolgenti alla malattia psichica, interrogano – ha spiegato – il lettore sul destino dei migranti di ogni nazionalità e paese, “condannati ancor oggi allo sradicamento, allo sfruttamento e ad infiniti disagi dalla ‘cultura dello scarto’ che, nell’800 come oggi, li disumanizza e li considera superflui”.
Il volume – secondo Mons. Perego – “induce necessariamente a una correlazione tra le storie di emigrazione di ieri e le storie di migrazioni di oggi, per non dimenticare un’attenzione integrale– sempre sottolineata dal Magistero sociale della Chiesa fin dall’inizio – alla vita del migrante, di cui la salute, come la famiglia, la scuola, oltre al lavoro sono elementi importanti. La disabilità mentale di ieri, frutto di sradicamento, di solitudine, di violenze, ci dovrebbero aiutare – ha sottolineato il direttore di Migrantes – a una lettura non superficiale e pregiudiziale delle storie e della vita dei migranti oggi, soprattutto di chi è oggi un migrante forzato, in fuga da situazioni drammatiche e che sbarca sulle coste dell’Italia e dell’Europa”.
Per l’autore dello studio, Simone Varisco – la pubblicazione è “un’occasione per fare memoria del passato emigratorio degli italiani e degli europei in genere, richiamandoli al contempo ad un maggiore spirito di carità e di indulgenza verso i migranti che giungono oggi alle nostre porte, ma ancor più intende dimostrare come alcuni dei caratteri delle migrazioni del passato si ripropongano, sostanzialmente immutati, ai giorni nostri”. (R. Iaria)



