Cagliari – “Stiamo prendendo coscienza di quello che c’è”, afferma padre Stefano Messina. Religioso dell’ordine dei missionari oblati, è stato chiamato dal vescovo di Cagliari ad occuparsi dell’Ufficio diocesano Migrantes. Arrivato in Sardegna con i suoi confratelli nella parrocchia di San Giovanni Bosco, da alcuni mesi si occupa di questo Ufficio, operativo in tante diocesi italiane nell’assistenza e nel sostegno ai migranti, di qualsiasi nazionalità.
“La Caritas in diocesi ha svolto un’opera davvero importante – sottolinea padre Stefano – sul fronte dell’accoglienza. E questo sta agevolando il compito dell’Ufficio da me diretto. Se la Caritas è più impegnata sul fronte della promozione umana, Migrantes invece si occupa in modo particolare dell’evangelizzazione e dell’accompagnamento, anche culturale, della persona, a prescindere dal proprio credo religioso, nel rispetto della fede professata. Comunque dove Migrantes è presente, si prende cura degli italiani all’estero, dei migranti e dei rifugiati, dei rom e dei sinti e dello spettacolo viaggiante”. L’Ufficio diocesano è già all’opera, in questi mesi, per impostare l’attività pastorale per il prossimo anno. “Stiamo studiando – sottolinea padre Messina – la possibilità di avviare dei progetti di costruzione di oratori internazionali. In modo particolare ci concentreremo sull’oratorio presente nella parrocchia di san Giovanni Bosco a Selargius, con la presenza attiva al suo interno dei migranti. La comunità parrocchiale ha manifestato ampia disponibilità a questo progetto, che ritengo sia personalmente molto bello, perché apporta integrazione. Ci sarà spazio per lo sport, anzitutto, ma si sosterrà anche lo studio della lingua italiana e, inoltre, saranno operativi dei servizi sanitari, grazie alla disponibilità manifestata al riguardo di alcuni medici. Cercheremo anche di coltivare i talenti che i migranti possiedono, e attiveremo dei corsi di computer, per incentivare l’alfabetizzazione informatica e l’uso di internet”. (M.L.S.- Avvenire Cagliari)



