Roma – Nel corso del 2015, in Italia sono stati 183 gli Enti e Associazioni che – nell’ambito di 885 programmi solidaristici di accoglienza temporanea approvati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali – hanno ospitato 10.800 minori stranieri, l’89% dei quali ospitati in famiglia. Una cifra di rilievo che porta a oltre 520.000 i casi in cui il nostro Paese ha fornito assistenza, negli ultimi venti anni.
Se ne è parlato a Roma, in occasione della presentazione il Report “Minori Stranieri. Il fenomeno dell’accoglienza temporanea in Italia nel 2015”, realizzato dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che raccoglie i dati e le informazioni sull’accoglienza, il quadro giuridico di riferimento e l’intero elenco delle associazioni coinvolte dal fenomeno.
“Questi numeri – ha commentato il Ministro Poletti – questo volontariato sono una cosa bella dell’Italia”. Un giudizio che va oltre la responsabilità politica poiché il Ministro stesso, con la sua famiglia, ha offerto ospitalità a due minori stranieri oggi adulti. La sua analisi sull’accoglienza è stata pure sociale: “Se vogliamo guardare al futuro – ha proseguito – non dobbiamo chiuderci in casa, pensando a difendere ciò che abbiamo. Una società che fa dell’inclusione un proprio obiettivo è una società che vivrà meglio. Se ci chiudiamo in casa, abbiamo già perso la gara”.
Nel 2015, i minori stranieri accolti sono stati per il 59% del totale in età compresa tra 8 e 12 anni e il l 61% di essi era di genere femminile. Secondo i dati al 31/12/2015, i primi tre paesi di origine sono stati, nell’ordine: Bielorussia (con il 72,3%), Ucraina (15,2%) e Bosnia Erzegovina (5,5%). La regione italiana che ha registrato il maggior numero di minori in accoglienza temporanea è stata la Lombardia, con 2.332 casi (il 21,6% del totale); seguono il Veneto, l’Emilia Romagna, il Lazio e il Piemonte.



