Roma – Oggi, presso la sede della Fondazione Migrantes, si ė tenuta la prima giornata dell’appuntamento romano di LabRom, un laboratorio di discussione, incontro e dialogo sul tema rom e sinti in Italia, al quale partecipano attivisti rom e non rom, ricercatori, professionisti e operatori pastorali, promosso da Associazione 21 luglio Onlus, Fondazione Migrantes, Reyn (Romanì Early Years Network), Legacoopsociali nazionale, Cooperativa Animazione Valdocco, Naga, Popica Onlus, MO.C.I. (Movimento Cooperazione Internazionale), Un Mondo di Mondi.
La prima parte della giornata, aperta dai saluti del direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Giancarlo Perego, è stata caratterizzata da numerose relazioni e testimonianze che hanno avuto l’obiettivo di approfondire la questione della condizione dei rom e sinti in emergenza abitativa nelle regioni dell’Italia centrale e meridionale, con un accento sulla “politica dei campi” che ancora persiste nel nostro Paese nonostante i richiami degli organismi internazionali.
Antonio Ciniero dell’Università del Salento si è soffermato sull’esclusione sociale e sulla marginalizzazione a Lecce, mentre Francesca Saudino e Sergio Bontempelli di OsservAzione hanno portato sul tavolo rispettivamente l’esempio della Campania, dove le autorità locali intendono costruire un nuovo “ghetto” per soli rom nel comune di Giugliano, è quello della Toscana, dove si continuano a registrare azioni di sgombero forzato ai danni delle comunità rom.
L’intervento di Antonello Pabis di Asce Rom è stato incentrato sulla chiusura di un “campo” a Cagliari, azione considerata più una occasione persa che una buona pratica, viste le modalità con le quali è stata realizzata.
Diversi, inoltre, gli interventi sulla città di Roma: da Carlo Cellamare dell’Università La Sapienza a Gianluca Staderini di Popica Onlus, che hanno affrontato il tema dell’importanza della rivalutazione delle periferie e della lotta per la casa, alla testimonianza personale di Florin Fota, giovane rom rumeno che dopo aver vissuto numerosi anni in un “campo” della Capitale ora abita in una normale abitazione con la propria famiglia.
Nel pomeriggio, i partecipanti a LabRom si sono suddivisi in tre gruppi di lavoro nei quali si sono confrontati su tre tematiche diverse: la partecipazione dei rom nelle politiche di desegregazione abitativa; il ruolo delle istituzioni e la funzione della Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom nella desegregazione abitativa dei rom; le politiche abitative rivolte ai rom comunitari.
I lavori di LabRom riprenderanno nella giornata di domani con un focus specifico sull’infanzia rom.
Lunedì 30 e martedì 31 maggio LabRom, che nelle scorse settimane era stato avviato con una due giorni di lavoro a Torino, si svolgerà a Reggio Calabria, dove sarà focalizzato sulla situazione nelle regioni del sud Italia. (D.G.)



