Festa dei popoli: il grazie dei migranti ai bergamaschi

Bergamo – Spagnolo, ucraino, tagalog, italiano, francese, inglese, tamil, cingalese: sono tante le lingue che si sono parlate ed ascoltate durante la Festa dei popoli che si è vissuta nella parrocchia di San Francesco, nella giornata in cui la Chiesa celebra la Pentecoste. Parole che hanno espresso in modo diverso la stessa voglia di stare insieme, di accogliersi, di pregare, di incontrarsi nel segno della Misericordia.

«La nostra parrocchia – spiega don Mario Marossi, parroco a San Francesco – si caratterizza per una presenza multiculturale, multilinguistica, multireligiosa; intende offrire accoglienza a tutti, e ogni domenica diventa una sorta di laboratorio di chiesa pluri-versale».

La festa è iniziata la mattina sul sagrato della chiesa dove, prima della Messa, si sono ricordati gesti importanti. A partire dal fatto che quest’anno la Festa dei popoli ha visto la stretta collaborazione tra diverse realtà: la comunità parrocchiale di San Francesco, le comunità cattoliche di altra madrelingua, il centro di accoglienza di richiedenti asilo di via Gleno della Caritas diocesana, la cooperativa Ruah, i partecipanti al corso per operatori della pastorale migratoria. «Una festa nel segno della misericordia in questo anno giubilare – sottolinea don Massimo Rizzi, direttore dell’Ufficio Migrantes –, nel Vangelo l’incontro e l’accoglienza  dell’altro si intreccia con l’incontro e l’accoglienza di Dio. Nel volto dello straniero si riconosce il volto di Dio. Lo ripetiamo oggi in una giornata di festa».

Tante bandiere esposte, farfalle e gru di carta appese agli ulivi nel prato davanti alla chiesa, e tre «azioni» che mostrano opere di misericordia, che anticipano il Giubileo dei Migranti, in programma il prossimo settembre.

Presenti anche alcuni giovani richiedenti asilo ospiti a Castione della Presolana che stanno seguendo un percorso catecumenale che li porterà al battesimo. I parrocchiani di San Francesco «mettono in scena» l’accoglienza dei pellegrini: una donna incinta chiede aiuto a chi le volta le spalle con indifferenza. La comunità di San Lazzaro ha portato la propria esperienza di preghiera settimanale «per i vivi e per i morti». Gli ecuadoriani hanno ricordato tutti i bambini che soffrono nel mondo; i peruviani hanno rivolto il pensiero a quanti faticano per mancanza di lavoro, incomprensioni, tradimento; infine i boliviani hanno ricordato chi migrando trova la morte in mare e nel deserto, a causa della guerra.

I giovani richiedenti asilo ospitati in via Gleno sono stati protagonisti della terza opera di misericordia: «perdonare le offese ». «Vogliamo ringraziare la gente bergamasca che ci ha accolto» dicono. E come gesto di pace hanno donato un piccolo ulivo alla parrocchia, all’Ufficio Migrantes, alla comunità di San Lazzaro e alla cooperativa Ruah.

«La misericordia di Dio si manifesta nelle persone che incontrate lungo i vostri sentieri», sono le parole di Papa Francesco pronunciate in occasione della Giornata del Migrante e del Rifugiato, riportate in diverse lingue su un medaglione distribuito a tutti, che dall’altro lato riporta l’immagine scelta dalla diocesi come simbolo dell’anno giubilare, «Il buon samaritano» di Van Gogh.

Durante la celebrazione all’altare sono stati portati frutti provenienti da tutto il mondo, mentre in una sala vicina i fedeli musulmani stavano pregando. Coinvolto il Centro culturale islamico di Vertova, proprio per lasciare fuori da questa giornata questioni politiche e polemiche in merito alla comunità di via Cenisio per la quale l’Ufficio migranti sta operando per una mediazione. «Per noi è importante essere qui oggi – dice Aziz Lhou del Centro di Vertova – perché si può pregare tutti insieme per la pace, per il dialogo. Sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci separano». Dopo la Messa, animata dai filippini con danze e canti, il pranzo è stato un altro momento forte di condivisone: «I parrocchiani hanno preparato la pasta, i ragazzi del Gleno gli antipasti e i dolci sono espressione di tutte le culture». I diversi gruppi hanno animato il pomeriggio con canti e balli, mentre si sono disputate alcune partite del torneo Bergamondo. (Laura Arnoldi)