Roma – Stavolta i soccorritori non ce l’hanno fatta a salvare tutti. E così cinque persone sono morte nel naufragio di un barcone con circa 500 migranti a bordo, al largo della Libia. L’imbarcazione si è infatti rovesciata quando già era stata avvistata da una unità della Marina italiana. Si teme ci siano altre persone disperse. Questa ennesima tragedia arriva nel giorno in cui i dati sottolineano che il numero delle persone morte annegate nel mese corrente è diminuito del 24 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Un dato positivo, verrebbe da dire, non fosse che si tratta comunque di ben 1.370 vite umane stroncate. Ma è anche un dato che conferma come le traversate nel Canale di Sicilia non conoscano tregua. Come dimostrano i 5.000 migranti salvati negli ultimi due giorni.
A proposito degli arrivi, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) stima a oltre 191.000 il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa attraversando il Mediterraneo dall’inizio del 2016 fino al 21 maggio. In particolare, si tratta di arrivi in Italia e Grecia, ma anche a Cipro e in Spagna. Di barriere ha parlato anche è tornato a parlare ieri il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in occasione delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra. In visita ad Asiago, località del Veneto simbolo della battaglia passata alla storia come “offensiva di primavera” e teatro di un terribile bombardamento che la rase completamente al suolo, Mattarella ha parlato di pace non scontata, sottolineando che “il progresso e le conquiste civili possono essere mantenute dall’Europa solo garantendo la pace e non alzando le barriere”. (fonte Osservatore Romano)



