Flavour, la piccola stella di Lampedusa

Lampedusa – Lampedusa è il punto nascita d’Europa. È il parroco della più grande delle isole Pelagie, don Mimmo Zambito a dare questa nuova immagine dell’isola sulla quale, in questi anni, sono approdati migliaia di uomini, donne e bambini e nella quale è stata accolta con immenso amore la piccola Flavour, la bimba di nove mesi giunta senza alcun familiare a Lampedusa. La mamma della piccola sarebbe morta per gravi ustioni riportate durante il viaggio e prima di morire ha affidato la figlia ad una compagna di sventura perché la portasse in salvo. E così è stato, il gruppo di migranti è stato soccorso nel Canale di Sicilia e portato da una motovedetta della Capitaneria di porto al porto lampedusano.

«Sia che arrivi bambina, sia che arrivi adulta – ci dice don Zambito – tu nasci alla vita ed alla dignità ed alla cittadinanza europea che in questo momento viene misconosciuta da questa incertezza giuridica nella quale i richiedenti asilo vengono collocati. La vita – prosegue il parroco di Lampedusa – e la dignità sono un dono di Dio e Lampedusa con i suoi operatori, Guardia Costiera e Marina Militare, l’attestano con la loro azione di salvataggio dalla morte».

E la piccola Flavour a Lampedusa è come se fosse realmente nata un’altra volta e il destino le avesse già preparato dei nuovi ‘genitori’. Un nuovo papà, Pietro Bartolo, direttore sanitario di Lampedusa, al quale appena giunta sull’isola è stata affidata e con il quale è rimasta alcune ore, quelle necessarie a comprenderne lo stato di salute. Domani arriverà a Palermo, per andare nell’unica struttura specializzata per ospitare neonati e ospiti in tenera età. E una nuova mamma, Rossana Perri, direttrice del centro di primo soccorso e accoglienza dell’isola, per 24 ore tutore legale di Flavour che insieme agli operatori del Centro ha prestato le cure necessarie alla bimba. In poche ore è scattata per lei una piccola gara di solidarietà. È emozionata la direttrice del centro quando ci parla della piccola che nel pomeriggio di ieri è stata affidata a un dirigente della Questura di Agrigento per essere condotta a Palermo in una casa famiglia. Appena giunta al centro le sono state prestate le attenzioni che ogni mamma riserva al proprio bambino: bagnetto, cambio abiti, pappa e poi nanna in una sorta di culletta.

«Anche se non sono mamma – ci racconta Perri – credo di aver provato, con queste piccole esperienze, quello che provano le mamme con i bambini appena nati». Flavour non è la prima esperienza fatta dalla direttrice del centro con bambini in tenera età giunti sull’isola senza i genitori o parenti che se ne potesse prender cura. «In questo anno e mezzo di gestione – racconta la direttrice del centro – questa è la terza volta in cui ci troviamo ad accogliere dei bambini così piccoli e soli. Abbiamo avuto una bimba più piccola di Flavour ed un bambino, nell’aprile del 2015, che avrà avuto all’incirca 2 anni ed è stato con noi quasi una settimana». E anche se è stata solo per alcune ore la ‘mamma’ di Flavour, il distacco sarà più difficile per la direttrice del centro. «Con loro si creano dei legami di affinità completamente diversi da quelli che si vengono a creare con gli altri ospiti del centro perché qui vi è bisogno di cure, di protezione ed accudimento ». E non nasconde l’emozione quando le chiediamo cosa ha provato nel momento in cui ha dovuto lasciare la ‘sua’ piccola. «Anche se andrà in un posto più adatto a lei – conclude – ho provato la stessa sensazione delle mamme che lasciano per la prima volta il figlio all’asilo ». (Marilisa della Monica – Avvenire)