Card. Vegliò: no ai muri, non è un’invasione

Roma –  Come può l’Europa risolvere il problema delle migrazioni? “Una domanda difficile, che certo non si risolve facendo muri. Non si può nemmeno accogliere tutti indiscriminatamente, anche se un continente di 550 milioni di abitanti parla di invasione per meno di un milione di profughi”. Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, il Cardinale Antonio Maria Vegliò, ribadisce che “i rifugiati devono avere la precedenza e hanno tutto il diritto di chiedere asilo e ricevere accoglienza”. Ma “se dei 28 paesi solo 4 o 5 li accolgono e gli altri costruiscono muri, non se ne esce”. Occasione è la benedizione dei rinnovati locali del Centro Astalli di via del Collegio Romano, il centro d’ascolto socio-legale a due passi dalla centralissima via del Corso, appena ristrutturato grazie al contributo della Fondazione Bnl. Ogni anno più di mille i rifugiati che arrivano alla struttura dei gesuiti. Nigeria, Mali, Repubblica democratica del Congo, Afghanistan, Gambia i paesi più presenti. Per “i migranti sociali l’Europa deve aiutare i Paesi poveri. E porre fine alle guerre smettendo la vendita di armi. A favore dei rifugiati non c’è conferenza episcopale che non abbia fatto qualcosa”. Vegliò ha ringraziato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro: “Voi siete al servizio dei rifugiati, cioè del Signore che si è identificato nello straniero, come dice Matteo, e bussa alla porta di questo centro con la sua mano”. (L. Liv.)